giovedì 7 agosto 2014

Murdered: Soul Sospect

Salem, Massachussets. Il detective Ronan O'Connor viene scaraventato giù da una finestra da un uomo col viso coperto da un cappuccio e una sciarpa. Mentre precipita, prima che le sue membra tocchino l'asfalto, Ronan ripercorre tutta la sua vita: un'infanzia distrutta da un padre violento, i furti, i pestaggi, il dentro e fuori dalla galera, il suo arruolamento nella polizia, la diffidenza dei colleghi di lavoro, l'amore per sua moglie. Poi, improvvisamente, tutto cessa. Ronan sbatte sull'asfalto, perdendo i sensi... è ancora vivo. Il killer, non contento, si precipita giù, sparando al detective e uccidendolo definitivamente. A questo punto, Ronan, ormai diventato un fantasma, dovrà far luce sul suo omicidio, smascherando il colpevole, prima che questi commetta altri delitti. Ma come potrà fare, ora che non è più tra i vivi?



Questa in sintesi la trama di "Mudered: Soul Sospect", gioco passato quasi inosservato, la cui casa sviluppatrice, la Artight Games, è fallita qualche mese fa (che ci sia un nesso tra le due cose?).
Ed è proprio la trama (davvero ben raccontata) a portare avanti il gioco che, se fosse stato curato maggiormente, sarebbe potuto diventare un'autentica sorpresa. I difetti di Murdered si trovano nel suo gameplay, realizzato in modo alquanto approssimativo.
Sostanzialmente Ronan fa tutto quello che, si suppone, potrebbe fare un fantasma: nessun essere vivente (a parte i gatti e i medium) è in grado di vederlo e, al tempo stesso, può anche passare attraverso qualsiasi parete o oggetto solido (che fa sorgere la domanda da un milione di euro: come fa un fantasma a camminare sul pavimento senza sprofondare?); poi, in più, può possedere i corpi dei viventi, leggendo loro nel pensiero, cosa però non molto utile ai fini della trama e dello stesso gameplay (tranne che in determinate occasioni di gioco). Lo scopo finale di ogni livello consta principalmente nel raggiungere il luogo del delitto, andando dal punto A al punto B. Una volta raggiunto il punto B, si dovranno raccogliere gli indizi necessari alla risoluzione del caso che si sta seguendo.

Quindi vi verrà proposta una soluzione "a punti", dove dovrete mettere al loro posto tutte le prove di cui siete venuti in possesso, per poter proseguire nell'indagine. Vi saranno date tre possibilità di errore; il punto è che anche dopo aver sprecato le tre possibilità, nulla accadrà, e potrete continuare a provare ininterrottamente fino alla soluzione dell'enigma. Allora perché tutta la manfrina dei punti e delle possibilità? Che senso ha aggiungere elementi di gioco che però non influenzano il gioco stesso? Inoltre l'intero sistema diviene ben presto ripetitivo e noioso. Ovvio che per cercare di dare maggior ritmo alla vicenda, siano state aggiunte alcune sezioni di combattimento, le quali, però, possono solo essere giocate in modalità stealth: di tanto in tanto incapperete in alcuni demoni, che potranno essere sconfitti solo se colti di sorpresa altrimenti, se avvistati, verrete inseguiti e "succhiati" via, senza alcuna possibilità di difendersi. Inutile dire che anche in questo caso la "novità" introdotta diventa anch'essa stantia in poco tempo. Fortunatamente risolleva il morale una realizzazione tecnica pregevole (buona la grafica, e bella la caratterizzazione dei personaggi). I comandi sono abbastanza reattivi. L'impatto visivo, poi, è impressionante, dato che la città di Salem vi permetterà di vedere i resti dei suoi precedenti edifici risalenti all'epoca puritana: si tratta di macerie ectoplasmatiche avvolte in perenni fiamme bluastre che, oltre a fungere da strepitoso oggetto scenico, faranno in modo di limitare il campo d'azione del giocatore a determinate aree. In effetti l'atmosfera ricorda quella del film di Peter Jackson "Sospesi nel tempo", a cui anche la storia deve molto. E proprio la storia è uno dei motivi che vi spingeranno ad andare avanti, ben raccontata e avvincente e si può riassumere in una parola che va molto di moda, oggi: CINEMATOGRAFICA.
Un altro punto a favore è il comparto sonoro, con musiche gradevoli e mai troppo invadenti. La narrazione è valorizzata da un buon doppiaggio italiano, con interpretazioni convincenti per quanto riguarda tutti i personaggi principali (davvero lodevole la voce del protagonista), non molto riuscito invece per alcuni personaggi di contorno, con recitazioni buttate un po' lì... a cazzo di cane, direbbe René. Per la cronaca, il doppiaggio è stato eseguito a Roma: ho riconosciuto Mimmo Strati, tra i doppiatori.  

Con questo è tutto. Se consiglio questo gioco? Sì, non al prezzo a cui lo trovate ora, però (60 euro sonanti). Purtroppo la discreta realizzazione complessiva non li vale tutti quei soldi. Se si fosse curato maggiormente alcuni aspetti, sarebbe stato un gioiellino, quel prodotto di nicchia che col tempo sarebbe diventato un cult. Purtroppo così non è stato... un vero peccato.

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