giovedì 28 settembre 2017

Leggende Napoletane

Rieccomi qui, a scrivere dopo quasi tre mesi di assenza. Un periodo lungo, lo so, impegni più urgenti mi hanno tenuto lontano dal blog, eppure, in un certo senso, questa lontananza mi è servita a fare un po' di chiarezza e mettere ordine nel mio lavoro.
Ed è proprio in questo periodo che ho rincontrato anche un vecchio amico, compagno delle medie, con cui mi sono frequentato fino ai 17-18 anni (anno più, anno meno). Poi si sa, ognuno prende la propria e ci si perde di vista: solo fugaci saluti stradali, aggiornandosi di tanto in tanto sulla propria situazione lavorativa, e null'altro.
Ma poi succede qualcosa: s'arriva a un giorno che si ha voglia di rivedersi, come se scattasse qualcosa nel nostro animo mai sopito, e ci si sente nuovamente attratti l'uno verso l'altro; ci incontriamo ancora e tornano alla mente tanti ricordi, e si fa la somma del proprio lavoro e della propria esistenza fino a quel momento.
Oggi, quell'amico, Emanuele Pellecchia - operatore presso Sky, Mediaset e Rai - forte anche della collaborazione di Francesco Saverio Tisi, sta realizzando un progetto ambizioso, con la sua casa di produzione, la Phoenix IP (indipendent production): una pellicola (di cui ho già visto qualche incredibile sequenza in anteprima), che affronta i misteri e le leggende di cui la nostra bellissima città è pregna, affondando la sua macchina da presa nelle antiche radici attecchite sotto l'asfalto, ma ancora pulsanti di mistiche riminiscenze.
Il film sarà strutturato ad episodi, alcuni ambientati in un'epoca lontana, altri attualizzati per esigenze di copione, e farà sfoggio di tutte quelle figure folkloristiche che hanno reso così magica Napoli, quale lo spiritello noto come 'O Munaciello (solo scriverne il nome accende in me un ossequioso sentimento di rispetto).
Pensandoci bene, forse è stata proprio la magia che gravita attorno a questo progetto a farci rincontrare; quando Emanuele mi ha invitato al suo studio, descrivendomi le sue idee e illustrandomi il suo lavoro, entrambi sembravamo quasi già leggerci nel pensiero e alle sue parole si accalcavano furiose quelle della sua mente: "Mi piacerebbe se tu partecipassi a questa cosa, Gianluca", sembrava chiedermi, e io dal canto mio, gli rispondevo più forte che potevo "Puoi contarci, Emanuele... io VOGLIO partecipare a questa cosa!". Ed è così che, dopo anni, mi sono ritrovato a collaborare con un amico, coinvolto in un progetto davvero unico, che merita tutta la vostra attenzione, oltre a quella che già sta avendo: sì, perché per "Leggende Napoletane", si sono mobilitati giornali e distributori stranieri, per far sì che questo interessane progetto valichi anche le coste campane.
Il mio contributo, invece, quale sarà? Mi conoscete, e sapete cosa faccio per vivere, quindi non c'è altro da aggiungere: in ogni caso, a breve, con l'approvazione del regista, vi mostrerò qualcosina. 🙂 

Per favore, serve tutto il vostro supporto, per maggiori informazioni vi rimando alla pagina FB Leggende Napoletane; inoltre, se avete una verve attoriale repressa, potreste provare a contattare la produzione, sempre in cerca di comparse... non si sa mai che veniate scelti.

Grazie ancora per la vostra attenzione. Un saluto e alla prossima! 😁    

martedì 25 luglio 2017

MAMMACQUA - venderesti tua madre?

In queste calde giornate, un bel bicchiere d'acqua è proprio quello che ci vuole. Non credete anche voi? Acqua fresca e purissima... ma che succederebbe se per usufruire anche della più piccola, misera goccia di rugiada, questa vi venisse fatta pagare cifre esorbitanti?
Non c'è tanto da starci a ragionare: sarebbe ingiusto, lo so. Eppure accade. Molto più spesso di quanto crediate, in paesi dove è ancora la guerra a farla da padrone. E se fosse stato lo stesso anche in Italia? Se l'acqua è vita, questa diventa un po' la nostra seconda mamma: la venderesti? Ma soprattutto, quanto saresti disposto a sborsare per lei? Ecco, queste sono state le interessanti riflessioni a cui la lettura del bel Graphic Novel di Paco Desiato, mi ha condotto... sul serio, come da titolo, venderesti tua madre?  


Io e Paco ci conosciamo da un po', in passato ho anche avuto il piacere di collaborare con lui. Oggi è colorista e disegnatore presso la Disney e se siete fan di Topolino e Co., sicuramente vi sarete imbattuti nelle sue sfavillanti e colorate illustrazioni.
Ci siamo rincontrati al Comicon di quest'anno ed è così che sono entrato in possesso del fumetto che aveva realizzato.
Quando sono finalmente tornato a casa, dopo aver vagato come uno zombie da uno stand all'altro, mi sono seduto e ho tirato fuori dalla borsa l'albo "Mammacqua" e l'ho letto tutto d'un fiato, rimanendone letteralmente affascinato, rapito: parlare di questa splendida storia che mi sono ritrovato tra le mani, significa anche parlare di Napoli, una città con cui spesso l'Italia s'identifica, nel bene e nel male. Già, la mia amata Napoli, dove sono nato e vivo tutt'ora.
Rifletteteci un attimo: quante volte abbiamo udito, nel caso di tristi fatti di cronaca, le parole "solo a Napoli succede"? Dal canto mio, trovo questa "dicitura" alquanto buffa (se non ridicola), in quanto sarebbe come asserire che Napoli sia il ricettacolo di tutta la criminalità e i problemi che affliggono l'Italia, quasi come se Roma, Genova, Milano o Torino rappresentassero invece civiltà utopistiche prive di qualsivoglia male. Eppure a Napoli accadono anche tanti eventi straordinari, soprattutto grazie a persone straordinarie, ed è in quel caso che a me piace poter dire "Solo a Napoli succede": sì, perché Napoli è l'unica grande città che ha deciso di aderire al referendum sull'acqua, referendum che sancisce che l'acqua è un bene comune su cui non si può lucrare. Ed è proprio in questo contesto che la storia scritta (e disegnata ovviamente) da Paco prende piede.
I protagonisti sono due ragazzi, Davide e Claudia, due anime contrapposte che incarnano i desideri di due diverse generazioni di persone: quelle che cercano di migliorare il paese in cui sono nati e cresciuti e quelli che semplicemente vogliono fuggire, sperando di trovare ciò che cercano altrove.  Entrambi si troveranno coinvolti negli eventi che hanno portato al referendum, per un motivo (la documentazione per immagini di Davide, fotografo in erba in cerca di un lavoro) o per l'altro (Claudia è un'attivista che segue da vicino tali avvenimenti).
Non solo i due protagonisti, ma anche la stessa Napoli diventa allora la metafora di un'Italia ancora troppo divisa, troppo combattuta tra quello che sarebbe in realtà e come invece vorrebbe apparire, guidata da capi di stato non in grado di valorizzarla adeguatamente.
Sebbene la vicenda sia narrata dalle antiche divinità partenopee Sebeto e Parthenope (che sembrano avere un legame con i due giovani protagonisti), questa spicca, invece, proprio la sua credibilità, che riesce a far identificare il lettore con gli eventi raccontati, merito anche dei personaggi in scena, sapientemente caratterizzati e integrati alla perfezione nella "cultura napoletana" (alcuni dei quali realmente esistenti, come il missionario attivista Alex Zanotelli). Forse c'è qualche punta di "incertezza" in alcuni dialoghi, ma poca cosa rispetto alla perfetta fluidità del racconto, che presenta i giusti tempi della narrazione come da tempo non ne vedevo, senza contare che anche il rapporto tra i due protagonisti è gestito in maniera egregia.
Il disegno di Paco, inoltre, è essenziale, pulito e diretto: i personaggi, nella loro semplicità, sono in grado di esprimere la più piccola emozione in maniera adeguata. Inoltre, se siete di Napoli, non potrete che apprezzare il lavoro svolto dall'autore nel riprodurre le varie strade della città in maniera quasi maniacale: non faticherete a riconoscere la maestosa piazza del Gesù, il bellissimo lungomare di Mergellina, o le antiche e suggestive stradine di Spaccanapoli, colme di quelle figure così caratteristiche ormai entrate nell'immaginario comune non solo napoletano.
Cosa aggiungere in conclusione? Beh, solo questo in realtà: io quest'anno sono riuscito ad accaparrarmi la mia copia autografata!


Grazie, Paco. 😁
E voi che cosa state aspettando? Correte in libreria/fumetteria a procurarvi la vostra! 😏

Alla prossima, gente! 😎

domenica 18 giugno 2017

Cose che non vedrete mai (forse)

La mia epica lentezza mi ha portato ad interrompere alcuni progetti che stavo realizzando, complice anche il lavoro serrato che sta proseguendo su Caged Birds.
Così, oggi, ho deciso di mostrarvi alcune cose a cui stavo lavorando, e che probabilmente non vedrete mai... finite.

Le prime riguardano un fantasy ambientato nel Giappone feudale. Mi pare di avervi già mostrato anche qualcosa in proposito, accennandovi già in passato del progetto. Si trattava di una storia che scrissi quando avevo suppergiù 14-15 anni. Rileggendola sono rimasto colpito... dalla serie di coglionate scritte a quell'età. 
Ho interamente rimaneggiato la sceneggiatura (che contava quasi 200 pagine!), tenendomi però fedele all'originale. Ho cominciato anche a ridisegnarla, ma mi son dovuto fermare quasi subito, per altri impegni molto più urgenti e importanti. Di seguito le tavole che non vi avevo mostrato.



Sì... quello è un pene in una vagina
Non so se questo progetto riuscirò mai a portarlo a termine... chissà, forse un giorno...

Di seguito, invece, abbiamo un piccolo omaggio al grande Serpieri e alla sua Druuna.


Purtroppo anche in questo caso ho dovuto fermarmi, sebbene il disegno fosse quasi completo (beh, più o meno). Devo ammettere che mi stavo divertendo a disegnare tutti quei tentacoli e a dare loro una forma... ehm... particolare.

Con questo è tutto, ci risentiamo alla prossima per altre notizie! Un saluto! 😄

lunedì 15 maggio 2017

Caged Birds vol. 4 - Anatomia di una pagina

Siccome il quarto volume di Caged Birds l'ho cominciato da poco, volevo mostrarvi il processo lavorativo di una singola pagina, in questo caso la prima del nuovo volume.

Ken mi ha inviato la sceneggiatura su una tavola già suddivisa in vignette, o già "grigliata", se volete.

Mentre leggo cerco già di immaginare la scena che andrò a disegnare. Quando non capisco qualcosa, chiedo delucidazioni. In ogni caso, come si può constatare, Ken non è avaro di spiegazioni, e nelle scene più complesse, mi fornisce egli stesso dei layout da lui realizzati.
Così, quando ho analizzato tutto quello che c'è scritto e sono pronto, realizzo io stesso il mio layout, utilizzando la stessa griglia che mi era stata mandata.
 
 Si tratta di disegni veloci, atti piuttosto a visualizzare le scene, nonostante rappresentino già lo "scheletro" della pagina.
Quando ho il via, magari non prima di aver ricevuto qualche feedback o correzioni varie, vado a realizzare finalmente la tavola completa e inchiostrata.
Come si può constatare, alcune cose sono un po' diverse; questo perché, durante la realizzazione, mi sono reso conto che alcuni dettagli (o anche posture) non funzionavano nella maniera in cui erano state disegnate e dovendole allora integrare nella pagina finita, ho optato per altre soluzioni. Alcuni cambiamenti, invece (come già accennato), sono dovuti proprio a consigli dell'editor, che magari voleva la sequenza proposta in un certo modo.

Spero vi siate divertiti e che abbiate trovato istruttivo questo "work in progress". Se avete domande, io vi risponderò.

Alla prossima!

martedì 25 aprile 2017

Film che consiglio 13

Ehilà! Dopo tanto tempo, infine, si ritorna al nostro post più caro: io che, non avendo nulla di meglio da fare, vi consiglio un qualche film per il sabato sera (sempre che non abbiate di meglio da fare). E allora, forza. Andiamo! Flendeeeeeeeer Jet! No, scusate, non lo faccio più... 😇

Pups (Ash - 1999)


Due ragazzini entrano quasi per caso in possesso di una pistola e con questa decidono di fare una rapina in banca. Ciò che per loro doveva essere "solo" un brutale scherzo, si trasforma in qualcosa di più complicato, quando l'edificio viene circondato dalle forze dell'ordine. Rimasti intrappolati all'interno con degli ostaggi, ai giovani non resta che recitare la loro parte di cattivi fino in fondo, guidati dai loro miti televisivi, senza rendersi conto della gravità della situazione. Lo stile documentaristico di Ash (dietro questo pseudonimo si nasconde Ashley Baron-Cohen, fratello del ben più noto Sacha) racconta purtroppo una realtà non solo americana, dove molti ragazzi, lasciati a sé stessi e bombardati da tv e videogiochi, quasi non sembrano più preoccuparsi di ciò che li circonda, troppo presi dalla loro avida ricerca di gloria e notorietà, fatta di falsi miti (occhio, non sto incolpando né la tv, né i videogiochi, ma coloro che li lasciano senza una guida).
Da cultore del doppiaggio italiano, devo dirvi stavolta di guardarlo in inglese il film: Davide Garbolino, in questo caso, non è affatto credibile come ragazzino di 10 anni, e molte battute (intese proprio come recitazione, non adattamento), funzionano molto più in originale.


Gardener of Eden - Il giustiziere senza legge (Kevin Connoly - 2007)



Adam è un giovane che conduce una vita noiosa e senza prospettive. Una sera, raggiunto il limite massimo di sopportazione, esplode in un impeto di rabbia e, dopo aver compiuto alcuni atti vandalici, decide di picchiare il primo poveraccio che incontra per strada.
Non sa che quello che ha fatto lo trasformerà, agli occhi della società, in un eroe: l'uomo che ha pestato, infatti, è uno stupratore in fuga. Acclamato dalla collettività, riceve persino un cospicuo premio in denaro. Ritrovata la sua autostima, il giovane decide di diventare un giustiziere metropolitano. Ma il mondo reale, fatto di dubbi e incertezze, è pronto per lui? Come reagirebbe la popolazione ad un uomo che si fa giustizia da sé? Come si dividerebbe l'opinione pubblica? Adam imparerà a sue spese che la vita vera è ben diversa da quella dei fumetti, e che non tutto è bianco o nero.

L'arrivo di Wang (Manetti bros - 2011)


Gaia è un'interprete di cinese. Una sera viene convocata per un misterioso lavoro e condotta in un tetro e buio scantinato nei pressi di Roma. Suo è il compito di tradurre ciò che dice Wang, un individuo tenuto in stato di fermo per un crimine non specificato. Quando Gaia, ormai innervosita dalla situazione, chiede di accendere la luce, scoprirà che Wang è in realtà...
Il film dei Menetti si distingue non solo per gli effetti visivi, davvero ben riusciti, ma anche per un intreccio narrativo notevole, che culmina anche con un finale per nulla banale. Da recuperare, potreste rimanere sorpresi!

Don Jon (Joseph Gordon-Levitt - 2013)


Questa è la storia di un ragazzo appassionato di porno, anzi, totalmente assuefatto. No... non si sta parlando di me, ma di Jon Martello.
Jon divide la sua vita tra gli amici, la palestra, la famiglia e le sue galanti conquiste in discoteca. Purtroppo a rapporto completo, il giovane continua a non sentirsi mai appagato sessualmente: solo il porno riesce a lenire questo senso di vuoto. Una sera, però, Jon conosce Barbara. Attratto subito da lei, comincia a frequentarla, scoprendo ben presto che, come lui è dipendente dal porno, la ragazza è invece assuefatta ai film d'amore. Riusciranno a stare insieme? Insieme per davvero? E se invece Jon avesse bisogno di una donna "vera"? Il film solleva una particolare riflessione: noi, il più delle volte, costruiamo le nostre relazioni e basiamo la nostra vita su finti stilemi. Ci piace un ragazzo o una ragazza perché, nel nostro inconscio, esso/a corrisponde ad un ideale nato per esigenze personali e quindi sempre poco veritiero. Purtroppo capita spesso di guardare ciò che ci circonda con i sensi e l'impulsività, piuttosto che con spirito critico.

The boy and the Beast (Mamoru Hosoda - 2015)

Questo è forse uno dei migliori film d'animazione (giapponese) che ho avuto modo di vedere in questo periodo: comprato quasi per caso, mi ha lasciato stupefatto per la rara bellezza della narrazione, e mi ha divertito ed emozionato come non succedeva da tempo.
Ren è un bambino che ha perso la madre in un incidente. "Abbandonato" temporaneamente dal padre e scontroso verso tutti, una sera, mentre fugge da due poliziotti, si ritrova catapultato a Jutengai, un mondo popolato da bestie. Adottato da una di queste, Kumatetsu, Ren (ribattezzato Kyuta) imparerà a battersi e diventare forte. Il rapporto che s'instaura tra lui e questo essere, tra alti e bassi, è piuttosto simile a quello che può esserci tra un padre e un figlio, e dimostra come sia i padri che i figli, possano imparare gli uni dagli altri e incoraggiarsi a vicenda per superare le avversità della vita.
Una curiosità: nell'edizione italiana, Kumatetsu è doppiato da Pino Insegno.

E con questo ho finito! Alla prossima! 🙂

lunedì 3 aprile 2017

Dopo tanto tempo

Uff, è passato un po' di tempo dall'ultima volta che ho scritto qualcosa su questo blog. Mi perdonerete, ma è stato un periodo piuttosto frenetico: giusto in questi giorni ho chiuso il terzo volume di Caged Birds, il quale mi sta appassionando non solo come co-autore, ma anche da lettore... adesso sono curioso di sapere cosa accadrà nel prossimo volume. La sua realizzazione mi ha portato via molto tempo, sebbene mi sia divertito molto nelle ultime pagine: semmai riusciste ad acquistarlo in lingua originale, potreste capirne il motivo... disegnare due donne mezze nude che se le danno di santa ragione, metterebbe di buon umore chiunque.
Ultimamente sono anche riuscito a farmi una capatina al cinema, era da una vita che non ci andavo: ho visto "Logan"... non ci ho scritto su le mie impressioni, perché... non sapevo proprio cosa scrivere. Cioè, non capivo quale potesse essere l'utilità di spiegarvi un film su Wolverine. Sì, è la pellicola Marvel più violenta che ho avuto modo di vedere (teste mozzate, arti staccati, smembramenti), ma di certo non la più adulta. Siamo sempre dalle stesse parti: è un film che è la solita lotta contro i cattivi e non ci ho visto nulla di esistenziale o profondo; indubbiamente l'ho trovato migliore di "giorni di un futuro passato", ma si è trattato del solito movie sugli X-Men, con l'aggiunta del divieto ai minori. Tutto qui.
Per il resto, se ci saranno novità, vi farò sapere. Alla prossima (tempo permettendo).

Ciaoz!