mercoledì 26 agosto 2015

Ant-Man - Le mie impressioni

La farò abbastanza breve: Ant-Man, salvo qualcosa, mi è piaciuto. Mi è piaciuto molto.


Devo ammettere di aver visto questo film senza aspettarmi troppo; nel cinema, addirittura, c'eravamo io e quattro gatti... invece, però, si è rivelato una vera sorpresa, e mi sono divertito parecchio.
Per chi non lo sapesse, Ant-Man è un supereroe in grado di miniaturizzarsi alle dimensioni di una formica, grazie ad una speciale tuta, alimentata dalle particelle Pym, ideate appunto da Hank Pym, che nel film è interpretato da Michael Douglas. Okay, può sembrare un'idea balzana (e probabilmente lo è), ma cinematograficamente funziona abbastanza bene, merito anche di una sceneggiatura sicuramente riuscita, funzionale e convincente, in grado di non prendersi troppo sul serio. La regia regge per tutto il film, in quanto si è deciso di non spettacolarizzare troppo la pellicola, ma di rimanere ancorati con i piedi per terra, cercando di essere, paradossalmente, credibili. Si ha sempre la gradevole sensazione di guardare un "piccolo" film, quasi da anni 80, nonostante la pellicola non sia per nulla piccola e sia stata prodotta quest'anno.
Nella maggior parte del tempo, il tutto è buttato sulla comicità, che però riesce a non scadere mai nella demenzialità più totale: le battute sono abbastanza "intelligenti" e aderenti al contesto (cosa rara per un qualunque film degli ultimi tempi) e le varie gag riescono sempre a strappare qualche risata, probabilmente il merito è anche di Paul Rudd, l'attore protagonista, che si è rivelato incredibilmente adatto al ruolo... ma dove se ne stava nascosto?
In ogni caso anche le altre prove attoriali non sono da meno, forse ho solo reputato il cattivo un po' sopra le righe, ma credo fosse voluto, per adattarlo al tono della pellicola.
Ovviamente anche Ant-Man farà parte degli Avengers e apparirà nei prossimi film, e paradossalmente, proprio le scene inerenti a quest'ultimi erano totalmente fuori contesto: sembravano davvero attaccate con lo sputo. Le sequenze inserite fanno ovviamente da traino per i film precedenti, e da collegamento per i prossimi, ma sembrano provenire da un altro film, non aggiungono nulla, e sembrano solo un di più fastidioso... ma questo, dopotutto, è lo scotto da pagare.
Alla fine lo consiglio? Sì, certo, soprattutto se volete passare una serata spensierata all'insegna del buon umore.
Il mio voto? Credo che un 8 pieno ci possa anche stare.

sabato 15 agosto 2015

Film che consiglio - Speciale Serial Killer

Buon ferragosto a tutti. Io lo festeggio tornando ai nostri consigli filmici, ma stavolta vorrei inaugurare un qualcosa di più specifico, e dedicarmi a uno "special", ovvero elencarvi alcuni dei migliori (secondo me) film sui Serial Killer... questa sta diventando una rubrica che mi piacerebbe curare meglio, magari la prossima volta la dedico interamente al West.

Perché sono partito con delle pellicole così macabre? Perché in estate, per qualche oscura ragione, sono più in vena di film thriller... molto probabilmente per abitudine, dopotutto in questa stagione anche Italia 1 è solita trasmettere sempre "Notte Horror"...
Da bambino guardavo spesso gli horror, senza batter ciglio... invece oggi, le sequenze più truculente mi sono diventate insostenibili... già, è proprio vero: più passa il tempo, più noi maschi diventiamo delle fighette...

Henry - pioggia di sangue



Ispirato alla storia del serial killer Henry Lee Lucas, che uccise per tutta l'america almeno 300 persone (probabilmente era preoccupato dalla sovrappopolazione) insieme all'amico Ottis. Henry è qui interpretato dal bravo (ed inquietante) Michael Rooker, che molti di voi ricorderanno nel recente "The Walking Dead". Il film passò quasi inosservato all'epoca della sua uscita (anzi, mi sembra che inizialmente non fosse nemmeno in programma di essere distribuito), sollevando un paio di critiche per l'eccessiva violenza, salvo poi diventare col tempo un piccolo cult. In realtà, guardandolo oggi, il film non appare così violento come ci è stato detto, ma il realismo di alcune scene che, sebbene non siano del tutto sanguinose, rende la visione estremamente disturbante, complice anche un'atmosfera malsana e decadente.

Zodiac



Zodiac fu un serial killer che terrorizzò mezza America tra gli anni 60 e 70. Mai preso, mai saputo chi fosse... ovviamente ciò l'ha fatto entrare nella leggenda. A lui si ispirano diversi film, come il primo capitolo delle avventure dell'ispettore Callaghan (il caso Skorpio), e ovviamente anche il bellissimo film di David Fincher, di cui stiamo parlando.
La pellicola si rifà al libro di Robert Graysmith, un vignettista (interpretato da Jake Gyllenhall), che ha seguito da vicino le indagini sul serial killer, fino a divenirne ossessionato. Il film non vi dirà chi è Zodiac, anche perché segue tutte le inchieste investigative dei vari inquirenti che hanno partecipato al caso. Alla fine starà a voi giudicare e farvi delle idee. La regia di Fincher è eccezionale, e non eccede mai nella violenza gratuita, risultando comunque sempre molto disturbante. Il clima di terrore di quegli anni è riprodotto con estremo realismo, così come le scenografie e i vestiti. Inoltre le sequenze dei delitti sono state effettivamente girate nei luoghi dove Zodiac colpì. Un vero gioiello, che molti, però, hanno snobbato. Ma voi no, non fatelo... anzi, recuperatelo!   

S.O.S. - Summer of Sam



"Summer Of Sam" è un film anomalo: sebbene sia ispirato alle vicende di David Berkowitz, soprannominato "Il figlio di Sam", la pellicola in realtà non parla di lui, quanto piuttosto del clima di terrore che l'America viveva in quegli anni, mettendo in risalto la paura e la paranoia palpabile in quella calda estate, teatro dei misfatti di Sam. Ne farà le spese un giovane punk bisessuale, interpretato da un giovanissimo Adrian Brody, accusato di essere Sam, e linciato per strada dalla così detta "gente per bene". Spike Lee è riuscito a confezionare un film fuori dagli schemi, mai violento, che vuole raccontare, più che mostrare. Da recuperare secondo me.

M - il mostro di Düsseldorf



Un classico di Fritz Lang, vera pietra miliare del cinema, che le nuove generazioni dovrebbero assolutamente recuperare (avevo quindici anni, quando l'ho visto per la prima volta). Il film si ispira ai delitti di Fritz Haarman e Peter Kurten, fondendo insieme i due assassini. Un misterioso maniaco uccide e violenta alcune bambine; siccome i suoi delitti mettono a rischio i traffici della criminalità locale, torchiata dalla polizia per avere informazioni, la malavita decide di prodigarsi nella sua cattura e, preso il serial killer, allestisce un vero e proprio tribunale al fine di giudicarlo. Il monologo di Peter Lorre è fantastico e inquietante al tempo stesso. Un capolavoro da (ri)scoprire.

Evilenko



Andrej Romanovič Čikatilo era soprannominato "Il Mostro di Rostov". Uccideva e stuprava bambini e poi ne mangiava parti del corpo. Il film di David Grieko è ispirato, sebbene in forma romanzata, a quelle tristi vicende, e si rifà al suo stesso romanzo "Il comunista che mangiava i bambini". Sebbene la pellicola non sia molto violenta, sottolinea bene e in modo minaccioso il regime totalitario russo di quegli anni (tant'è ci si chiede come abbiano fatto a non catturarlo molto prima). Čikatilo, qui ribattezzato Evilenko, è interpretato in maniera aderente da Malcolm McDowell, che riesce a fornirne un ritratto estremamente inquietante.


Lo strangolatore di Boston



Basato sulla vera storia di Albert De Salvo (che peraltro sembra non fosse lui l'assassino), "Lo strangolatore di Boston" è un film molto forte per gli anni in cui è stato realizzato. Si parla di sesso (si vede persino un seno!), e ci sono anche esplicite scene di violenza, eppure è un classico del genere. Tony Curtis è incredibilmente bravo nella sua interpretazione. Recuperatelo se potete.

La rabbia giovane



Il film di Terrence Malik si rifà alla storia di Charles Starkweather e Caril Ann Fugate, due giovani che iniziarono un violento viaggio on the road che li portò a sterminare chiunque fosse sulla loro strada. Ma la rabbia giovane non è solo la storia di due assassini, ma di una generazione allo sbaraglio, ribelle, stanca e arrabbiata. Martin Sheen e Sissy Spacek sono credibili nei loro ruoli, davvero perfetti. In ogni caso il film di Malik non eccede nella violenza e alla fine induce ad alcuni interessanti ragionamenti.

giovedì 6 agosto 2015

Fumetti che consiglio 4

In questi giorni fa un caldo bestiale... e beati molti di voi, che sono al mare a rinfrescarsi... ma a me il mare non piace molto, che volete farci... comunque sia, che siate sotto l'ombrellone o a casa, e vi annoiate lo stesso, vi consiglio un paio di fumetti per l'estate! Gli arretrati quiqui e qui


Lo sconosciuto


Molto prima di dedicarsi al famoso Texone che lo ha impegnato per sette lunghi anni, mastro Magnus ci ha regalato uno dei suoi personaggi più importanti. Unknow (senza la "n" finale), è un apolide tuttofare: bodyguard, cameriere, autista, corriere, capace di dimostrare doti combattive fuori dal comune, addestrato chissà dove e chissà quando. Il suo passato lo ha reso cinico e disilluso, ma non indifferente alla realtà che lo circonda, che racconta sempre con sarcasmo e rammarico. In giro per il mondo (tra Italia, Africa, Francia), Unknow interagisce cordialmente con chiunque entri in contatto, senza stabilire però forti legami con nessuno. Ma chi è davvero Unknow, lo sconosciuto? Non ci è dato di saperlo, tutti sembrano ricordarsi di lui, ma nessuno sembra conoscerlo davvero. Lo sconosciuto doveva tornare nelle edicole con i disegni di Massimo Rotundo, su testi di Magnus (ormai provato dal lungo lavoro su Tex), ma la scomparsa del maestro ha mandato in frantumi il progetto, relegando lo sconosciuto nell'olimpo degli eroi leggendari del fumetto. Se potete, recuperatelo.  


Gourmet



Dal maestro Jiro Taniguchi, una storia semplice e diretta, quella di un uomo, un impiegato giapponese, che di volta in volta, diviso tra i suoi affari e la vita quotidiana, trova sempre il tempo di fermarsi in qualche ristorante, per poter pranzare. La sua spigliata curiosità lo porta ad analizzare in modo ossessivo tutto ciò che gli viene servito nel piatto, dalle salsette in agrodolce al riso, fino ai fagioli e alla carne, decidendo poi quale sia il modo migliore di amalgamare i sapori e cosa mangiare per primo, dando al lettore una gustosa panoramica sulla cucina giapponese. Ecco, questo è Gourmet... vi è venuta fame?

Ironwood



"La mia piccola saga scopereccia", così l'ha definita l'autore, Bill Willingham, creatore della famosa serie "Fables", che qui si cimenta anche in veste di illustratore. Ambientato in un mondo fantasy-medievale, Ironwood narra le gesta di Dave Dragavon (il cognome dice tutto sulla sua natura: metà drago, metà uomo), un abile mercenario-avventuriero che ha deciso di consacrare la sua vita alle sole due cose che lo attirano: Il sesso sfrenato e il denaro. Inutile dire che troverà in abbondanza più il primo che il secondo, soprattutto quando concederà i suoi servigi alla contrabbandiera Pandora Breedlswigth, la quale lo ha assunto per cercare un potente mago di nome Gnaric. Ovviamente il fumetto è per soli adulti, quindi non mancheranno amplessi tra imponenti orchi e procaci fanciulle, sesso misto tra maschi umani e centaure un po' birichine, ovviamente il tutto senza lasciare assolutamente nulla all'immaginazione. Ma che volete farci, quando il caldo picchia forte, ci si sente sempre un po' "ingrifati"...  

Sangue Reale



Scritto da Alejandro Jodorowsky, e valorizzato dalle magnifiche illustrazioni di Dongzi Liu, "Sangue Reale" narra le tragiche ed epiche avventure del re Alvar: prima spodestato dal cugino, riuscirà a tornare in possesso del suo regno solo dopo molti anni di assenza. Qui s'innamorerà di una ragazza che una strega gli ha fatto credere essere sua figlia: con ella deciderà di lasciare il suo trono, in cerca di una nuova vita sui monti... eppure questo sarà solo l'inizio...
Come ogni altra opera di Jodorowsky, "Sangue Reale" è esagerato narrativamente, violento ed eccessivo, divenendo talvolta talmente surreale da risultare addirittura credibile nei contesti che ci vengono presentati. I disegni sono strabilianti, veri e propri dipinti che vi lasceranno a bocca aperta.
"Sangue Reale" si compone di due stagioni, la prima è interamente dedicata ad Alvar, ed è composta da due volumi, la seconda (che ancora devo leggere), sebbene sia narrativamente collegata con la precedente, presenta nuovi personaggi, e anch'essa è suddivisa in due volumi. In ogni caso, se siete fan di Jodorowsky, recuperatelo, perché non rimarrete delusi.