martedì 27 ottobre 2015

Il Monaco 3 - prossimamente

Uff, che fatica...
La nuova storia del Monaco procede, e forse potreste anche riuscire a vederla per novembre, almeno la prima parte. In realtà avrei già potuto finirla, ma alcune cose mi hanno tenuto impegnato, tipo il mio lavoro su Caged Birds... e va bene lo ammetto: anche Metal Gear Solid V! Quiet, TI AMOOOOOOOOOOO! Ecco, l'ho detto...
Comunque sia, la storia che vi presenterò sarà molto importante, perché comincerà a gettare un po' di luce sulla presunta identità del Monaco... okay, è un guerriero e un mercenario... ma chi è, davvero? Inoltre sarà molto violenta, dato che presenterò un villain abbastanza sadico. In ogni caso vi lascio alle immagini che, sebbene siano ancora incomplete (ci sto ancora lavorando, dopotutto), parleranno da sole.






Spero vi siano piaciute, grazie a tutti e alla prossima!

Ciaoz





 

domenica 25 ottobre 2015

Suburra - Le mie impressioni

Stefano Sollima, figlio del grande Sergio, è probabilmente una delle nuove grandi leve del'intrattenimento cinematografico e televisivo italiano, che meriterebbe maggiori elogi anche all'estero. Avendo trovato eccezionali i suoi lavori precedenti (Romanzo Criminale, Gomorra e A.C.A.B.), auspicavo che anche questo "Suburra" non fosse da meno... e sono stato fortunatamente accontentato (ma credo invece di dover ringraziare le grandi doti registiche di Sollima).


Per chi non lo sapesse, la Suburra era un imponente quartiere dell'antica Roma, popolato da persone che vivevano in condizioni miserabili, e che ovviamente, per poter sopravvivere, si dilettavano in attività non del tutto legali. Il termine Suburra, quindi, ancora oggi, indica un luogo malsano, teatro di crimini, di malefatte.
Difatti, il film, racconta una realtà romana dei giorni nostri, estremamente depravata, dove la criminalità è sapientemente integrata anche nella politica e s'intrecciano le vite di più persone (un onorevole corrotto, un potente capofamiglia, un cardinale, uno strozzino, un giovane boss in ascesa), coinvolte nella realizzazione di un obiettivo comune, tra intrighi, prostituzione e omicidi.
La regia di Sollima è semplicemente ottima: a volte non sembra di guardare un film italiano, per quanto siano "azzardate" e moderne le riprese di un inseguimento in auto, o quelle di una sparatoria al supermercato. Inoltre il regista guida con mano sicura tutta la narrazione, rendendola compatta e mai confusionaria, delineando dei personaggi davvero interessanti, non solo caratterizzati talvolta dal loro bizzarro vestiario (basta vedere "Numero 8", punk fino al midollo), ma anche interpretati con estremo carisma e impegno da parte degli attori (è grandioso persino Amendola, che a me il suo lavoro non è mai andato troppo a genio).
Si tratta di una pellicola molto dinamica, che non annoia per nulla, dove le pause vengono usate sapientemente e alla fine riesce anche a far riflettere su quanto siano poco veritiere le informazioni che ci vengono propinate dallo Stato; se c'è un film italiano che vale i vostri soldi, allora questo è proprio Suburra, non dovete assolutamente perderlo! Per me è questo il nuovo cinema italiano!
Il mio voto? Sarei propenso per un 8, ma voglio essere generoso, facciamo un bel 9!

venerdì 23 ottobre 2015

Fumetti che consiglio 5

Bentornati ai nostri consigli a fumetti. Prima di cominciare vi rimando agli arretrati qui, qui, qui e qui

Necropolis (Dylan Dog)


Questo albo di Dylan Dog, scritto da Paola Barbato (che secondo me sarebbe stata una curatrice migliore, piuttosto che il Recchioni), vede il protagonista essere catturato, a causa di un presunto scambio di persona, ed essere buttato all'interno di un istituto di rieducazione criminale (chiamato "Necropolis"), in cui i detenuti possono solo chiamarsi per numero, senza sfiorarsi nemmeno con un dito. Ad ogni modo, i detenuti, tramite il loro comportamento, possono scalare una sorta di gerarchia e avere accesso così a comfort sempre maggiori (persino un lavoro), senza doversi preoccupare di nulla. Si può quasi essere felici a Necropolis,.. ma Dylan se ne starà buono e zitto? E se si trovasse nel bel mezzo di una macchinazione molto più grande di quella che lui crede? Leggetelo e lo scoprirete, perché vale la pena di spendere un po' del proprio tempo su questo piccolo capolavoro!

Violence Jack

Un devastante terremoto ha sconvolto il Kanto, isolando la regione dal resto del mondo: in queste terre, lasciate dal governo in balia di sé stesse e ormai brutalizzate dalla violenza dei sopravvissuti, si aggira Violence Jack, un misterioso gigante dai denti acuminati armato di un gigantesco pugnale, il jackknife.
Jack si rivela parte integrante della violenza che lo circonda, e schiaccia chiunque osi mettersi sulla sua strada. Ma chi è davvero? E cosa sta cercando?
La particolarità del manga è che, benché ricordi alla lontana le atmosfere di Kenshiro, il tutto è reso in maniera credibile e non c'è stato alcun disastro nucleare: infatti è la natura che si è abbattuta sul Kanto, devastando ogni cosa; nel resto del mondo le persone vivono normalmente le loro esistenze, mentre i politici decidono di scordarsi definitivamente di fornire supporto e assistenza ad una regione che ne avrebbe bisogno, quasi a nascondere una macchia infamante della società urbana, ormai sconquassata da stupri, saccheggi e omicidi. Go Nagai realizza con questa serie una sottile satira sociale, esternata anche dalla violenza del protagonista, che si rifiuta di pagare il conto in un bar malfamato gestito da yakuza, perché "senza un governo, il denaro non ha più valore, e in un mondo così, l'unica moneta di scambio è la violenza".
Per gli appassionati segnalo anche una serie di tre violentissimi OAV, ormai fuori commercio, in cui Jack è doppiato dal nostro Francesco "René Ferretti" Pannofino.

V for Vendetta

Alan Moore è sempre stato avanti, c'è poco da fare, e come critica al governo della Tatcher, realizza "V for Vendetta". La storia è ambientata in una realtà alternativa, che vede l'Inghilterra essere governata in maniera violenta e distopica. V è un terrorista anarchico deciso a minare dalle fondamenta questa crudele realtà e va in giro con il volto coperto da una maschera che riproduce le fattezze di Guy Fawkes, un cospiratore che cercò di far esplodere la camera dei lord il 5 novembre 1605. Al lettore non è data la possibilità di vedere il  volto di V, che non viene mai mostrato se non in una sola occasione (e anche in quel caso il viso è disegnato in penombra). Così, lo stesso V diventa un simbolo, quello della ribellione contro i tiranni, in quanto non è l'uomo che c'è dietro la maschera ad essere importante, quanto l'idea che la sostiene, e le idee sono a prova di proiettile. Molti di voi potrebbero solo aver visionato il film di qualche anno fa, che snatura un po' alcuni concetti dell'opera originale (in quanto nella pellicola V è sfigurato, ma nel fumetto non lo è), quindi recuperate assolutamente questo capolavoro, ormai leggendario, che ha ispirato anche numerosi gruppi di attivisti (gli anonymous, per dirne uno).  

Succubi

Direttamente dalla Francia è finalmente sbarcato in Italia "Succubi", una serie di albi, composti da più storie, che vedono protagonista una setta, quelle delle succubi, influenzare le sorti dell'umanità da dietro le quinte, cercando anche di rivalutare la figura femminile. L'impostazione narrativa, che ricorda un po' quella di Assassin's Creed, permette una certa libertà creativa, riducendo così l'effetto noia (sia del lettore che dello sceneggiatore), dato che vengono mostrati diversi periodi storici e diversi protagonisti. Ad ogni modo il tutto è scritto davvero bene, e tra i disegnatori si annoverano diversi talenti italiani. La colorazione è davvero fantastica e valorizza i disegni (in taluni casi addirittura li migliora). Insomma da provare, soprattutto se vi piace la storia.


martedì 13 ottobre 2015

Il Monaco - pagina facebook

Ed eccoci qui... il Monaco ha la sua pagina facebook ufficiale... certo che, riflettendoci, ce ne ho messo di tempo! Sono ancora all'inizio con la pagina, ma sappiate che sopra ci posterò parecchia roba, anche alcuni inediti, tra sketch e studi dei personaggi, che qui non ho avuto modo di inserire. Devo solo trovare il tempo!
La pagina è proprio qui
In ogni caso, vi chiedo un grande favore: piacciatela a più non posso! Condividetela! Ho bisogno del vostro sostegno! Chissà che non m'invitino alla prossima fiera e sarò lieto di farvi un disegno! Grazie ancora! 

Un saluto! :)

mercoledì 30 settembre 2015

Il mio maestro

Più volte ho accennato, in passato, al fatto di aver trovato, a suo tempo, un maestro che, in via ufficiosa, mi ha seguito e ha creduto in me, correggendo i miei errori... in un certo senso, mostrandomi la via. Bene, dopo tanto tempo credo sia giunto il momento di parlarvi di lui. Comincerò col dirvi il suo nome: PINO RINALDI




Credo che tutti gli appassionati di fumetto conoscano Pino, che ha cominciato la sua carriera lavorativa con fugaci pubblicazioni su lanciostory, per poi arrivare a pubblicare in Bonelli (come lui stesso ha più volte ribadito, la Bonelli non è un punto di partenza, ma di arrivo). Chiusa la parentesi bonelliana, a causa di alcuni diverbi con l'editore (vi rimando alla sua versione, sul suo blog qui), ha lavorato per gli Stati Uniti d'America, per case editrici come la Marvel Comics.
Sappiate, però, che io e lui non ci siamo mai incontrati di persona... nemmeno una volta, manco per sbaglio... allora come è possibile che Pino sia stato mio maestro? E io ve lo spiego, partendo dall'inizio.
Sarà stato quattro o cinque anni fa, il periodo in cui cominciai a lavorare come assistente alla colorazione per il GGStudio, e un giorno incappai nella pagina DA di Pino. Da piccolo avevo letto parecchi fumetti realizzati da lui (compreso il suo Nathan Never), e lasciai qualche commento ai suoi lavori, e devo dire che Pino rispondeva sempre abbastanza velocemente e in maniera amichevole. Ciò che non sapevo era che anche Pino si mise a spulciare un paio dei miei lavori, e mi contattò dandomi un paio di dritte su alcuni errori, al che mi chiese cosa facessi, e io gli dissi che ero in contatto con la Bonelli, e che di tanto in tanto mandavo delle prove. Pino s'incuriosì, e voleva sapere dell'altro: mi chiese, qualora fossi d'accordo, di contattarlo in privato, per parlarne meglio. Così lo feci.

Piccola considerazione personale: pensare che oggi, quando molti professionisti ti rispondono, sembra pure che ti fanno un piacere... Pino invece m'invitò lui stesso a contattarlo.

Parlammo per un po' del più e del meno, quindi mi propose di farmi da "allenatore" per i mesi seguenti, al fine di mandare in Bonelli dei lavori accettabili. Inutile dire che io acconsentii di buon grado. Prima di metterci al lavoro mi fece promettere che mai, e poi mai, avrei dovuto lasciarmi sfuggire che mi facesse da coach, a causa dei vecchi attriti tra lui e la Bonelli; soprattutto mi disse una cosa: "In questo lavoro tieni a mente due cose: sii sempre umile, e rammenta che non esistono veri e propri dogmi per realizzare un fumetto". Era perfetto, con uno dei due punti mi ci trovavo proprio d'accordo: anche io pensavo che nel fumetto non esistessero dogmi da seguire...

Il mio addestramento cominciò, e siccome non ho mai nascosto il mio interesse per Brendon (forse non il miglior fumetto Bonelli, ma per me ha sempre avuto il suo perché), scelsi un paio di tavole dal primo volume, e decisi di partire da lì, disegnandole a modo mio. Poi mi spostai pure su Dylan Dog, mi pare. Ricordo di non aver mai macinato così tante pagine, come con Pino (che io chiamavo maestro). Nonostante lui mi dicesse di andarci piano, e di prendermi il mio tempo, io correvo invece come un treno, ero ansioso di migliorare, di tirare fuori qualcosa di buono dai miei lavori (ma in questi casi la fretta non è mai una buona consigliera).
Realizzavo tavole su tavole, gliele mandavo e lui le correggeva.

-"Pino, che ne pensi, ho rifatto daccapo la pagina"
-"Meglio di prima, ma ancora non ci siamo, ma non preoccuparti: migliorerai"
-"Pino, ho problemi su questa inquadratura, consigli?"
-"Ora ti aiuto io, ti faccio vedere"
-"Pino perché lì mi hai rimpicciolito la testa del personaggio?"
-"Rifletti: così miglioriamo la prospettiva che hai creato!"

Non ho mai visto nessuno così entusiasta per quello che facevo, lo stesso Pino alle volte mi chiedeva "Allora? Riesci ad accorgerti dei progressi che stai facendo con me?". Sì, e no, non mi fermavo troppo a riflettere, le cose mi sembravano andare troppo velocemente... poi ho scoperto che non era una sensazione: le cose, oggi giorno, vanno davvero troppo velocemente!
Ma io e Pino non parlavamo solo di fumetti e di tavole; quando avevo un dubbio, un'insicurezza, lo contattavo e mi confidavo, e lui m'incoraggiava a non mollare, ad andare avanti qualsiasi cosa potesse succedere: purtroppo ogni lavoro comporta dei sacrifici... sacrifici che ti fanno anche star male, ma sono necessari, se è quello che vuoi.
Pino mi ha seguito per un anno e forse qualcosina di più, poi le nostre strade si sono divise. Direi soprattutto per incomprensioni reciproche (e da quando non è così?). Posso dire di essere sempre stato un allievo disciplinato, e ho sempre accolto con piacere e diligentemente i suoi consigli e le sue correzioni, ma poi accadono alcune cose, in cui nemmeno i maestri dovrebbero metter piede. Comunque non ci sentimmo per un po', fino a quando non partecipai ad una iniziativa della Cagliostro, un compendium sui personaggi dell'Agenzia X, creati proprio da Pino. Fui io stesso a contattarlo e forse avrebbe avuto i suoi motivi per non farmi partecipare, invece decise di non tirarsi indietro nell'aiutare il suo (ex) allievo, facendomi lavorare e seguendomi fino alla fine delle tavole, di cui vi posto la prima.


In quel periodo non ero pienamente in forma e lavorare su personaggi che non erano nelle mie corde fu molto faticoso: non lavorai come volevo e come dovevo (beccandomi anche un paio di lavate di testa). Ciò nondimeno riuscii a finire in tempo le pagine, e fu molto contento anche lo sceneggiatore (Edoardo Rohl), che mi mandò una mail (immeritata, secondo me), di complimenti per il lavoro svolto. Sì, è passato del tempo, ma mi sembra che questo albo sia ancora in commercio se cercate, a me la Cagliostro mandò una copia a casa.
Poi niente, c'era un altro progetto, sempre indetto da Pino, che sicuramente sarebbe stato più nelle mie corde: una raccolta di storie horror, che mi avrebbero permesso anche di sfogare un po' di malumore, ma poi successe un mezzo casino con la casa editrice e Pino diede forfait, e la cosa non si fece più. Peccato. Col tempo proposi a Pino anche un'intervista, che lui acconsentì a fare, ma che poi non abbiamo mai realizzato. E ci siamo persi di vista (più che altro di mail), e io, quantomeno, non ho voluto più disturbarlo.
Se dovessi trovare dei difetti in Pino, direi che probabilmente il tempo e alcuni avvenimenti lo hanno reso un po' paranoico (ma da che pulpito... a me hanno reso depresso). La sua paranoia lo ha portato a vedere complotti nei suoi confronti anche dove magari non c'erano, ma ciò non toglie che Pino resterà secondo me uno dei capisaldi del fumetto, un grande disegnatore e una bravissima persona, disponibilissima (non necessariamente in quest'ordine).

Grazie, Pino.

... Oddio, riflettendoci, le ultime parti che ho scritto, sembrano quelle di un elogio funebre... guardate che è ancora VIVO E VEGETO!!!

venerdì 18 settembre 2015

Il Monaco 3 - preview

Come già vi accennai, finalmente posso procedere con qualcosa di nuovo. Vi mostro in anteprima, qualche immagine dalla prossima storia del nostro amichevole incappucciato di quartiere. Sarà un po' più violenta delle precedenti, ma si tratta anche di una cosa che avevo voglia e bisogno di raccontare (per chi ha memoria avevo già disegnato una storia del Monaco un po' violenta, quella della tortura, ma poi l'ho messa da parte).
Non mi piace darmi dei tempi, ma forse per inizio novembre riuscirete a vedere qualcosa di più sostanzioso. Per il momento accontentatevi. :)

Spiacenti, stavolta ho deciso che la versione integrale la vedrete solo a lavoro finito!






Per il momento è tutto! Alla prossima!

Ciaoz

martedì 15 settembre 2015

Film che consiglio 10

A quanto pare, il reboot del corvo non s'ha da fare. L'attore Jack Huston (che mostrava notevoli somiglianze con Brandon Lee), ha mollato la produzione, che ora naviga in alto mare. Sapete, per quanto credo non fosse necessario, il progetto m'incuriosiva, anche solo per il contratto che l'autore, James O'Barr, era riuscito a strappare alla casa cinematografica (scelta delle musiche e supervisione finale). Vabbeh, fa nulla.
In ogni caso, rieccoci qui ai nostri consigli filmici, in versione standard stavolta. Un paio di arretrati qui e qui e la versione speciale qui.

Collateral



Una notte come tante a Los Angeles; il tassista Max prende a bordo un ambiguo passeggero, che gli propone l'affare della sua vita: accompagnarlo per cinque fermate al fine di concludere alcuni contratti di lavoro, in cambio di una cospicua somma di denaro... peccato che l'uomo, Vincent, sia in realtà un abilissimo sicario, una macchina di morte fredda e calcolatrice, giunto in città per prendere la vita di 5 scomodi testimoni. Quando Max lo scoprirà, tra i due si instaurerà l'incerto rapporto che si viene sempre a creare tra vittima e carnefice. Questo non è solo uno degli ultimi grandi film di Michael Mann, ma anche probabilmente uno dei migliori nella carriera di Tom Cruise, che qui è più che in forma, in grado di regalarci un'interpretazione inquietante, coadiuvata anche da una caratterizzazione fisica azzeccata, che vede il sicario andare in giro con i capelli brizzolati (pare fosse addirittura un'idea dello stesso Cruise). Il film si muove su un binario molto onirico, e delinea una metropoli sì spettrale, ma anche pulsante e violenta. Da antologia la sequenza della discoteca, e va certamente ricordata anche quella dei coyote che attraversano la strada, davanti al taxi di Max, pregna di significato. Per me è un capolavoro che rimarrà per sempre nella storia del cinema e che va assolutamente recuperato.

Spetters



Tre amici della periferia di Rotterdam, con la passione per il motocross, s'invaghiscono della stessa ragazza, una proprietaria di un chiosco arrivata in città con il fratello. L'incontro avrà conseguenze devastanti sulla vita dei ragazzi, ponendo in taluni casi fine ai loro sogni, cambiando per sempre le loro esistenze (non vi dico in che modo). Il film di Paul Verhoeven affronta con dovizia di particolari numerosi problemi giovanili ancora attuali, quali la scoperta della sessualità, e problemi sociali ben più ampi, come il razzismo, mettendo in mostra una desolante società priva di qualsivoglia futuro. La visione nichilista del regista, rende il film decisamente più interessante di tante pellicole dell'epoca, che affrontavano i medesimi argomenti (come "La febbre del sabato sera"), e si distingue soprattutto per le esplicite scene di violenza e di sesso, in cui sono per lo più sempre ben visibili genitali sia maschili che femminili (nota è la brutale sequenza di stupro maschile); In ogni caso vi consiglio assolutamente di recuperarlo, perché indubbiamente merita almeno una visione (e forse più di una).

Comizi d'amore (di Pier Paolo Pasolini)



Comizi d'amore non è un vero e proprio film, quanto piuttosto un arguto documentario sulle opinioni degli italiani degli anni 60, relative al sesso, l'amore e gli usi e i costumi. Pasolini, con la sua voce melliflua (o puerile, come venne definita all'epoca), affronta senza peli sulla lingua persone di ogni genere e ceto, tra cui intellettuali, prostitute, bambini, uomini arroganti, altri aperti, alcuni prigionieri delle loro illusioni, e donne, in taluni casi, molto più emancipate delle loro controparti. Recuperatelo, perché si tratta di uno spaccato genuino della vecchia Italia, di un tempo che oggi non esiste più, ma che continua a mostrare numerose e attuali analogie con quello in cui viviamo.    

Il postino



Mario Ruoppolo è un ragazzo che abita su un'isola che ha offerto asilo al grande poeta Pablo Neruda. Destino vuole che Mario, intrapresa l'attività di portalettere personale del poeta, ne diventi anche il suo più caro amico. Sarà proprio grazie a questa amicizia che il giovane postino scoprirà il piacere della poesia e la passione per la politica. L'ultimo film di Massimo Troisi, già notoriamente provato durante le riprese, ci regala una storia toccante e intensa, premiata anche con l'Oscar alla migliore colonna sonora. Se non l'avete mai visto, recuperatelo, anche solo per ricordare un grande attore quale è stato Massimo.

Tigerland



Tigerland è una zona di addestramento militare, situata in Louisiana, atta a simulare l'ambiente vietnamita. Molti soldati, prima di essere spediti nel Vietnam, passavano per Tigerland, subendo un trattamento vergognoso, sottoposti ad una preparazione durissima in vista della guerra. Tra le reclute del campo, spicca Bozz, un ribelle che conosce il codice militare a menadito: grazie alle sue doti, riuscirà a far esonerare alcuni dei suoi compagni, senza tuttavia riuscire a salvare sé stesso. Tigerland non è propriamente un film sulla guerra, quanto piuttosto un film sulla preparazione alla guerra, che mostra i metodi brutali degli ufficiali, per creare automi da mandare al massacro. Joel Schumacher firma un prodotto eccellente, ben girato e che credo farà riflettere molti di voi.