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lunedì 18 gennaio 2016

Fumetti che consiglio 6

Siamo tornati alla nostra rubrica sui consigli a fumetti, che, non so se ve ne siete accorti, mancava da un po'. Prima di cominciare, come al solito, vi rimando agli arretrati che potete trovare qui e qui

Caravaggio - La tavolozza e la spada (Milo Manara)



Il maestro Manara racconta le avventure di un altro grande maestro, vissuto però ben 500 anni fa: Michelangelo Merisi noto come il Caravaggio. Essendo un racconto biografico, l'autore, stavolta, decide di non eccedere nel suo famoso repertorio di donnine ignude e stralci di sesso gratuito (comunque presente, ma mai esplicito), concentrandosi dunque sulle vicende che hanno formato il grande e poliedrico artista dal carattere fumantino e sempre pronto a tirar di spada. La narrazione è forse un po' veloce, ma mai sbrigativa, risultando strutturalmente molto scorrevole. Trattandosi di un fumetto, in qualche punto l'autore ha deciso di concedersi qualche licenza poetica, che risulta comunque molto funzionale. Il primo volume raccoglie tutte le peripezie romane del Caravaggio, che si concludono con l'omicidio in duello del "guappo" Ranuccio. Si è in attesa, al momento, del secondo. Se non l'avete letto, vi consiglio di recuperarlo, soprattutto se siete fan di Manara o più semplicemente del grande Caravaggio.

Ad Astra (Mihachi Kagano)

Manga (quasi) nuovo di zecca, che io ho scoperto giusto qualche mese fa (ho recuperato i primi due volumi, ma finora ne sono usciti 6). Il titolo si rifà alla dicitura latina "Per aspera ad astra", che letteralmente starebbe per "Attraverso le asperità alle stelle" o, in "italiano classico", che "La via che porta alle stelle (intesa come successo) è sempre piena di ostacoli": il fumetto, infatti, racconta l'ascesa del grande generale cartaginese Annibale Barca che, con le sue strategie belliche e il suo micidiale esercito, riuscì quasi a mettere in ginocchio l'impero romano... sulla sua strada, però, trovò un temibile avversario, il condottiero Publio Cornelio Scipione detto l'africano, che mise fine alla sua grandiosa marcia. La storia, tesissima, è raccontata dal punto di vista di ambo i protagonisti, mostrando le motivazioni sia dell'uno che dell'altro. Anche in questo caso, l'autore decide di concedersi qualche licenza poetica, mitizzando alcune situazioni, senza sacrificare, però, la credibilità e il realismo della vicenda, il tutto coadiuvato da un disegno decisamente dettagliato e poco "manga" (anche se ho ripetuto più di una volta che il manga non è uno stile). Se vi piace la storia, vi consiglio di recuperarlo, perché potreste davvero rimanerne piacevolmente sorpresi.

Maus (Art Spiegelman)

Maus è semplicemente un capolavoro, potente e travolgente. L'autore, Art Spiegelman, racconta attraverso gli occhi di suo padre, protagonista della vicenda, gli orrori delle deportazioni nei lager tedeschi, cimentandosi anche in una sorta di auto analisi, causata dal suo disagio verso il dolore del genitore, negli anni mai lenito. Singolare è il modo in cui i personaggi vengono metaforicamente rappresentati, in base alla loro estrazione sociale: gli ebrei divengono così dei topi, mentre i tedeschi sono disegnati come gatti. gli americani come cani, i francesi come rane, ecc.
Spiegelman è un narratore eccezionale, capace di divertire e commuovere, e il tratto semplice ed essenziale con cui ha deciso di rappresentare la vicenda rende addirittura più coinvolgente la lettura: davvero strabiliante. Siccome il 27 gennaio sarà il giorno della memoria, sarebbe davvero bello se molti di voi recuperassero questa toccante storia (qualora non l'abbiano mai letta) e la condividano anche con altre persone, per commemorare tutte le vittime dei campi di concentramento.  

Saria (Dufaux - Serpieri - Federici)



Lo ammetto: ho acquistato "Saria" perché volevo "arrattarmi" su qualche bella donnina disegnata dal maestro Serpieri, e invece, mi sono piacevolmente trovato davanti ad una storia ben scritta e soprattutto appassionante (le donnine formose, comunque, ci sono lo stesso!). Ambientata in una Venezia steam punk, la vicenda vede la giovane Saria in fuga da un malvagio doge e dalla sua milizia (che ricorda molto le camicie nere dell'Italia fascista), con tre chiavi in grado di dare accesso al  paradiso, all'inferno o al "nulla". Sulle sue tracce, però, si getta anche l'angelo caduto Galadriel, vero proprietario delle chiavi e desideroso di rientrarne in possesso. Vera sorpresa è stato Riccardo Federici, che ha sostituito Serpieri nel secondo volume, rivelandosi un illustratore meraviglioso. I suoi dipinti mi hanno lasciato a bocca aperta, soprattutto per la resa anatomica dei protagonisti, che sembrano così vivi da poter quasi uscire dalle pagine. Il terzo volume è in preparazione e non ha ancora una data di uscita. Comunque sia, recuperatelo, perché si tratta di un lavoro grandioso, sia narrativo che artistico e presumo che anche voi potreste rimanerne favorevolmente colpiti.

Per il momento ho finito, alla prossima! ;)

venerdì 23 ottobre 2015

Fumetti che consiglio 5

Bentornati ai nostri consigli a fumetti. Prima di cominciare vi rimando agli arretrati quiquiqui e qui

Necropolis (Dylan Dog)


Questo albo di Dylan Dog, scritto da Paola Barbato (che secondo me sarebbe stata una curatrice migliore, piuttosto che il Recchioni), vede il protagonista essere catturato, a causa di un presunto scambio di persona, ed essere buttato all'interno di un istituto di rieducazione criminale (chiamato "Necropolis"), in cui i detenuti possono solo chiamarsi per numero, senza sfiorarsi nemmeno con un dito. Ad ogni modo, i detenuti, tramite il loro comportamento, possono scalare una sorta di gerarchia e avere accesso così a comfort sempre maggiori (persino un lavoro), senza doversi preoccupare di nulla. Si può quasi essere felici a Necropolis,.. ma Dylan se ne starà buono e zitto? E se si trovasse nel bel mezzo di una macchinazione molto più grande di quella che lui crede? Leggetelo e lo scoprirete, perché vale la pena di spendere un po' del proprio tempo su questo piccolo capolavoro!

Violence Jack

Un devastante terremoto ha sconvolto il Kanto, isolando la regione dal resto del mondo: in queste terre, lasciate dal governo in balia di sé stesse e ormai brutalizzate dalla violenza dei sopravvissuti, si aggira Violence Jack, un misterioso gigante dai denti acuminati armato di un gigantesco pugnale, il jackknife.
Jack si rivela parte integrante della violenza che lo circonda, e schiaccia chiunque osi mettersi sulla sua strada. Ma chi è davvero? E cosa sta cercando?
La particolarità del manga è che, benché ricordi alla lontana le atmosfere di Kenshiro, il tutto è reso in maniera credibile e non c'è stato alcun disastro nucleare: infatti è la natura che si è abbattuta sul Kanto, devastando ogni cosa; nel resto del mondo le persone vivono normalmente le loro esistenze, mentre i politici decidono di scordarsi definitivamente di fornire supporto e assistenza ad una regione che ne avrebbe bisogno, quasi a nascondere una macchia infamante della società urbana, ormai sconquassata da stupri, saccheggi e omicidi. Go Nagai realizza con questa serie una sottile satira sociale, esternata anche dalla violenza del protagonista, che si rifiuta di pagare il conto in un bar malfamato gestito da yakuza, perché "senza un governo, il denaro non ha più valore, e in un mondo così, l'unica moneta di scambio è la violenza".
Per gli appassionati segnalo anche una serie di tre violentissimi OAV, ormai fuori commercio, in cui Jack è doppiato dal nostro Francesco "René Ferretti" Pannofino.

V for Vendetta

Alan Moore è sempre stato avanti, c'è poco da fare, e come critica al governo della Tatcher, realizza "V for Vendetta". La storia è ambientata in una realtà alternativa, che vede l'Inghilterra essere governata in maniera violenta e distopica. V è un terrorista anarchico deciso a minare dalle fondamenta questa crudele realtà e va in giro con il volto coperto da una maschera che riproduce le fattezze di Guy Fawkes, un cospiratore che cercò di far esplodere la camera dei lord il 5 novembre 1605. Al lettore non è data la possibilità di vedere il  volto di V, che non viene mai mostrato se non in una sola occasione (e anche in quel caso il viso è disegnato in penombra). Così, lo stesso V diventa un simbolo, quello della ribellione contro i tiranni, in quanto non è l'uomo che c'è dietro la maschera ad essere importante, quanto l'idea che la sostiene, e le idee sono a prova di proiettile. Molti di voi potrebbero solo aver visionato il film di qualche anno fa, che snatura un po' alcuni concetti dell'opera originale (in quanto nella pellicola V è sfigurato, ma nel fumetto non lo è), quindi recuperate assolutamente questo capolavoro, ormai leggendario, che ha ispirato anche numerosi gruppi di attivisti (gli anonymous, per dirne uno).  

Succubi

Direttamente dalla Francia è finalmente sbarcato in Italia "Succubi", una serie di albi, composti da più storie, che vedono protagonista una setta, quelle delle succubi, influenzare le sorti dell'umanità da dietro le quinte, cercando anche di rivalutare la figura femminile. L'impostazione narrativa, che ricorda un po' quella di Assassin's Creed, permette una certa libertà creativa, riducendo così l'effetto noia (sia del lettore che dello sceneggiatore), dato che vengono mostrati diversi periodi storici e diversi protagonisti. Ad ogni modo il tutto è scritto davvero bene, e tra i disegnatori si annoverano diversi talenti italiani. La colorazione è davvero fantastica e valorizza i disegni (in taluni casi addirittura li migliora). Insomma da provare, soprattutto se vi piace la storia.


giovedì 6 agosto 2015

Fumetti che consiglio 4

In questi giorni fa un caldo bestiale... e beati molti di voi, che sono al mare a rinfrescarsi... ma a me il mare non piace molto, che volete farci... comunque sia, che siate sotto l'ombrellone o a casa, e vi annoiate lo stesso, vi consiglio un paio di fumetti per l'estate! Gli arretrati quiqui e qui


Lo sconosciuto


Molto prima di dedicarsi al famoso Texone che lo ha impegnato per sette lunghi anni, mastro Magnus ci ha regalato uno dei suoi personaggi più importanti. Unknow (senza la "n" finale), è un apolide tuttofare: bodyguard, cameriere, autista, corriere, capace di dimostrare doti combattive fuori dal comune, addestrato chissà dove e chissà quando. Il suo passato lo ha reso cinico e disilluso, ma non indifferente alla realtà che lo circonda, che racconta sempre con sarcasmo e rammarico. In giro per il mondo (tra Italia, Africa, Francia), Unknow interagisce cordialmente con chiunque entri in contatto, senza stabilire però forti legami con nessuno. Ma chi è davvero Unknow, lo sconosciuto? Non ci è dato di saperlo, tutti sembrano ricordarsi di lui, ma nessuno sembra conoscerlo davvero. Lo sconosciuto doveva tornare nelle edicole con i disegni di Massimo Rotundo, su testi di Magnus (ormai provato dal lungo lavoro su Tex), ma la scomparsa del maestro ha mandato in frantumi il progetto, relegando lo sconosciuto nell'olimpo degli eroi leggendari del fumetto. Se potete, recuperatelo.  


Gourmet



Dal maestro Jiro Taniguchi, una storia semplice e diretta, quella di un uomo, un impiegato giapponese, che di volta in volta, diviso tra i suoi affari e la vita quotidiana, trova sempre il tempo di fermarsi in qualche ristorante, per poter pranzare. La sua spigliata curiosità lo porta ad analizzare in modo ossessivo tutto ciò che gli viene servito nel piatto, dalle salsette in agrodolce al riso, fino ai fagioli e alla carne, decidendo poi quale sia il modo migliore di amalgamare i sapori e cosa mangiare per primo, dando al lettore una gustosa panoramica sulla cucina giapponese. Ecco, questo è Gourmet... vi è venuta fame?

Ironwood



"La mia piccola saga scopereccia", così l'ha definita l'autore, Bill Willingham, creatore della famosa serie "Fables", che qui si cimenta anche in veste di illustratore. Ambientato in un mondo fantasy-medievale, Ironwood narra le gesta di Dave Dragavon (il cognome dice tutto sulla sua natura: metà drago, metà uomo), un abile mercenario-avventuriero che ha deciso di consacrare la sua vita alle sole due cose che lo attirano: Il sesso sfrenato e il denaro. Inutile dire che troverà in abbondanza più il primo che il secondo, soprattutto quando concederà i suoi servigi alla contrabbandiera Pandora Breedlswigth, la quale lo ha assunto per cercare un potente mago di nome Gnaric. Ovviamente il fumetto è per soli adulti, quindi non mancheranno amplessi tra imponenti orchi e procaci fanciulle, sesso misto tra maschi umani e centaure un po' birichine, ovviamente il tutto senza lasciare assolutamente nulla all'immaginazione. Ma che volete farci, quando il caldo picchia forte, ci si sente sempre un po' "ingrifati"...  

Sangue Reale



Scritto da Alejandro Jodorowsky, e valorizzato dalle magnifiche illustrazioni di Dongzi Liu, "Sangue Reale" narra le tragiche ed epiche avventure del re Alvar: prima spodestato dal cugino, riuscirà a tornare in possesso del suo regno solo dopo molti anni di assenza. Qui s'innamorerà di una ragazza che una strega gli ha fatto credere essere sua figlia: con ella deciderà di lasciare il suo trono, in cerca di una nuova vita sui monti... eppure questo sarà solo l'inizio...
Come ogni altra opera di Jodorowsky, "Sangue Reale" è esagerato narrativamente, violento ed eccessivo, divenendo talvolta talmente surreale da risultare addirittura credibile nei contesti che ci vengono presentati. I disegni sono strabilianti, veri e propri dipinti che vi lasceranno a bocca aperta.
"Sangue Reale" si compone di due stagioni, la prima è interamente dedicata ad Alvar, ed è composta da due volumi, la seconda (che ancora devo leggere), sebbene sia narrativamente collegata con la precedente, presenta nuovi personaggi, e anch'essa è suddivisa in due volumi. In ogni caso, se siete fan di Jodorowsky, recuperatelo, perché non rimarrete delusi.

sabato 20 giugno 2015

Fumetti che consigilo 3

Bentornati, giovani, ai nostri consigli fumettistici. Prima di andare ad incominciare, vi rimando agli arretrati, che trovate qui e qui

Il gioco di Milo Manara



Un giorno, tempo permettendo, vorrei dedicare un intero post al grande Manara, ma nel frattempo vi consiglio il suo bollentissimo graphic novel intitolato "Il gioco". Cominciato negli anni 80, ha visto la sua conclusione solo nel 2001; agli albori della sua serializzazione, riscosse immediatamente numerosi consensi e divenne talmente famoso, da convincere alcuni produttori a farne anche una trasposizione cinematografica... con risultati abbastanza discutibili. Fortunatamente il fumetto è di ben altra pasta e vede le avventure di un vero e proprio troione dell'alta società, Claudia, giornalista televisiva, moglie di un noto senatore. Nel primo volume viene lasciato intendere che la donna fosse stata rapita da un viscido ammiratore, il dottor Fez, che sembrava avesse impiantato nella sua corteccia cerebrale un macchinario in grado di portare al massimo l'eccitazione sessuale, mediante un telecomando a distanza, trasformandola così in un'assatanata lussuriosa. Si scopre in seguito che Claudia non ha subito alcun intervento da parte di Fez, e le sue voglie scatenate fanno semplicemente parte della sua personalità borderline, causate da un condizionamento psicologico legato al telecomando a distanza. Via via che la storia procede, i toni si fanno più cupi, abbandonando la comicità che in qualche modo aveva contraddistinto i primi due volumi, mettendo in luce il degrado politico e commerciale riscontrabile nella nostra società. I disegni sono bellissimi, e, come al solito, le donne del maestro Manara sono bonissime e sensualissime; la storia, inoltre, è ben strutturata e pruriginosa al punto giusto, non lasciando praticamente nulla all'immaginazione.
Una piccola curiosità: ricordate la canzone di D'Alessio (sic), Miele? Beh, è ispirata ad un personaggio che compare sulle pagine de "Il gioco", tant'è che il video era un cartoon disegnato dallo stesso Manara.  

Black Jack



Kuro Hazama è un geniale medico senza licenza, in grado di effettuare abilmente qualsiasi intervento, dietro ovviamente compensi elevatissimi. Per nascondere la sua identità, Hazama ha assunto lo pseudonimo di Black Jack, vivendo in un piccolo casolare fuori città, in compagnia della sua assistente Pinoko (che è nata da una ciste... o meglio da una teratogenesi).
Quasi come un pirata contemporaneo, Black Jack veste sempre di nero e ha sul volto delle vistose cicatrici, dovute ad un intervento ricostruttivo avvenuto in giovane età. Nascosto dietro una maschera di finto cinismo e di apparente avidità, Hazama è in realtà estremamente altruista e generoso, pronto ad aiutare chi ne ha davvero bisogno. Il dio del manga, Osamu Tezuka, creò questo personaggio basandosi sulle sue esperienze mediche (infatti Tezuka era laureato in medicina, ed era anche autorizzato ad operare, essendo a tutti gli effetti in possesso di una legale licenza), ma usò Black Jack per denunciare la malasanità e il degrado di una società che non lascia più spazio ai buoni sentimenti, ma che si è venduta al consumismo più spietato. Black Jack è una vera icona in Giappone, venendo citato un po' ovunque (dai serial agli altri manga), e che vanta addirittura una "collaborazione" con una altro noto medico: Gregory House! Infatti, per sponsorizzare la quarta stagione di House nel sol levante, venne creato appositamente un cortometraggio, montando sequenze degli anime di Black Jack, con alcuni spezzoni del serial Fox, dando così l'illusione che i due medici stessero in effetti interagendo tra loro. Il risultato, devo dirlo, è delirante! Lo trovate sotto!

  

5° Generazione



Un fumetto cinese per gli amanti dei combattimenti e le massime Zen.
La trama segue le vicende di due amici, Tigre e Drago, massimi esperti di Kun Fu (il primo addestrato dal nonno all'antica arte, il secondo facente uso di tecnologia avanzata per potenziare le proprie abilità), che si troveranno a scontrarsi, messi l'uno di fronte all'altro da manipolazioni politiche e dall'amore per la stessa donna. La storia è ambientata in un futuro distopico, in cui gli uomini di potere primeggiano attraverso tornei all'ultimo sangue, mettendo in luce, dietro la scintillante crosta, una civiltà non così evoluta, ma anzi sanguinaria e militarista. Il disegno è estremamente curato e colorato sapientemente, e la storia è ben narrata, anche se, come tutti i fumetti cinesi che ho avuto modo di leggere, risulta forse eccessivamente didascalico. Da recuperare.

Il corvo



Sono convinto che la metà di voi, sebbene abbia visto il film, in cui perse la vita Brandon Lee, non si sia mai avvicinato al bellissimo fumetto di James O'Barr, e questo è un vero peccato. La commistione d'immagini create dall'autore alimenta un'atmosfera malinconica e rarefatta, dove è pulsante l'agonia e il disagio dello psicolabile protagonista, Eric, invincibile vendicatore tornato dall'aldilà, per fare i conti con i propri aguzzini rei di aver ucciso anche la sua amata. Per un'analisi maggiore sul fumetto di O'Barr, vi rimando ad un post che scrissi un po' di tempo fa qui


La folle del sacro cuore




Jodorowsky è un fottuto genio, e dopo averci deliziato con i suoi capolavori cinematografici, si è dato anche al fumetto. "La folle del sacro cuore" è un piccolo capolavoro, magnificamente illustrato dal compianto maestro Moebius. La storia narra le tragicomiche avventure di Alain Mangel, un attempato professore della Sorbona, che da tempo ha smesso di pensare al sesso, imponendosi una mistica castità (tramutatasi poi in un'impotenza psichica). Una sua studentessa, la folle Elizabeth, risveglierà in lui il demone della lussuria, coinvolgendolo anche in peripezie incredibili, al limite del grottesco: rocambolesche fughe da ospedali psichiatrici, rapimenti da parte di narcotrafficanti colombiani e trip psichedelici intrisi di mistici messaggi. Questi eventi porteranno Alain ad essere sempre più combattuto tra la sua ragione e il suo alter-ego, una sorta di demonio che di tanto in tanto dialoga con lui, tentandolo con azioni sconsiderate e lussuriose (in cui finirà persino per essere sodomizzato). Eppure, alla fine, Alain, troverà realmente sé stesso. Un classico che non può mancare se siete dei collezionisti e amanti del buon fumetto!

sabato 9 maggio 2015

Fumetti che consiglio 2

In questi mesi ho la faccia di Mathieu Amalric sempre davanti agli occhi... accendo la televisione ieri, e mi becco pure una sua intervista...

Detto ciò, via ai consigli fumettistici (qui gli arretrati)

Brendon - Noi siamo leggenda


Mi sarebbe sempre piaciuto disegnare Brendon. Una volta, quando le porte della Bonelli mi furono già chiuse, io, di coccio, provai a mostrare comunque alcune miei lavori a Chiaverotti... il quale non le trovò eccezionali (ma va bene lo stesso così). Dal canto mio, posso dire che talvolta, lo stesso Chiaverotti, abbia scritto davvero delle cose un po' deludenti su Brendon, con storie senza il minimo nesso logico, dove alla fine non tornava quasi mai niente... ma a volte è riuscito a tirar fuori anche delle piccole perle, e una di queste è lo speciale "Noi siamo leggenda", disegnato dal sempre grande Peppone Ricciardi. La trama vede Brendon incaricato di catturare un pericoloso assassino, fuggito da un centro ricerche, chiamato Slaughter Dog: si tratta di un colosso alto due metri, ricoperto di una corazza (quasi) indistruttibile, e immune persino ai proiettili. Il gigante è alla ricerca di coloro che anni prima lo catturarono, un'impavida squadra di mercenari, ormai allo sbando e distrutti dai fallimenti delle loro vite. La vendetta di Slaughter Dog comincerà a compiersi pian piano, fino a quando i pochi rimasti, non dovranno allearsi con lo stesso Brendon per sventare la minaccia. La storia regge fino alla fine delle 160 pagine, alternandosi tra passato e presente, al fine di caratterizzare i personaggi presenti e giustificare le loro motivazioni (compreso il cattivo, Slaughter Dog, che risulta essere solo il prodotto di un padre malato, che lo seppelliva vivo per punirlo); inoltre, il colpo di scena finale è ben pensato e per me all'epoca fu davvero inaspettato. Il punto di forza, risiede anche nel disegno di Giuseppe, maniacalmente ultra-dettagliato (ci si può davvero perdere gli occhi), con edifici costruiti divinamente, e personaggi anatomicamente perfetti... la realizzazione delle tavole lo tenne infatti impegnato per quasi tre anni, tempo assurdo, se si pensa che la tempistica in Bonelli dovrebbe essere di 7-8 mesi per albo, massimo un anno per gli speciali (ma dopotutto anche il grande Magnus ci mise 7 anni per realizzare il suo Texone).      

Family Compo



L'autore di questo delizioso manga è Tsukasa Hojo, creatore di "City Hunter" e "Occhi di gatto". Al contrario delle due precedenti opere già citate, non ci troviamo davanti ad un fumetto dai connotati action, bensì su una sorta di commedia degli equivoci. 
Masahiko Yanagiba è un ventenne scapestrato solo al mondo (il babbo e la mamma sono morti da tempo) e senza un soldo in tasca. Un giorno, alla sua pota, si presenta sua zia Yukari, moglie dello zio Sora, fratello di sua madre, con cui quest'ultima aveva da tempo rotto i rapporti. Yukari gli offre di andare ad abitare da loro, e di stare insieme come una vera famiglia. Sebbene Masahiko non avesse mai davvero conosciuto gli zii, accetta di buon grado, allettato anche dall'idea di poter frequentare così l'università, senza doversi preoccupare delle spese. Giunto a casa, scopre che i due hanno anche una figlia, Shion, poco più piccola di lui, che si rivela essere un vero peperino e da cui si sente subito attratto. Purtroppo, però, scopre anche in modo traumatico il segreto della famiglia: Sora e Yukari sono una coppia invertita... dei travestiti! Non è Sora (che è una donna, nonostante i lineamenti mascolini) ad essere il fratello della madre, ma Yukari (che è un uomo, sebbene abbia lineamenti femminili)! Sebbene inizialmente perplesso (anche dal fatto di non sapere realmente quale sia il sesso della cugina, che potrebbe avere le stesse tendenze dei genitori), Masahiko accetta di abitare con loro. Questa decisione lo introdurrà ad una serie di situazioni ora grottesche, ora comiche, ora drammatiche (ma sempre raccontante con gusto e tatto), che mineranno la sua identità sessuale, ma che cambierà anche il suo modo di rapportarsi con gli altri, e di essere meno critico nelle scelte di vita di determinate persone. Un vero gioiellino, che qui in Italia non ha avuto molto successo, ma che vale la pena recuperare (sono solo 14 volumi).  

Scorpione Rosso


Scorpione Rosso è un fumetto cinese, che fu pubblicato dalla Jade anni fa. La narrazione si rifà sia alle storie dei supereroi americani (e un po' quelli giapponesi della Tatsunoko), che alle storie di fantascienza horrorifica, sulla scia di Alien e Predator. 
La trama è semplice: in un futuro imprecisato due alieni discendono sulla terra e, senza un motivo apparente, cominciano a battersi a colpi di spada, sotto gli occhi esterrefatti della popolazione. Periscono entrambi, decapitandosi reciprocamente. I loro corpi (insieme ai frammenti delle loro spade) vengono recuperati dal governo, che chiede al dottor Tai di studiarli. Il dottore, conscio delle potenzialità del DNA dei due esseri, decide di mischiarlo con quello degli insetti per stabilizzarlo e di sperimentarne gli effetti sui pericolosi carcerati di un penitenziario, al fine di creare un uomo dalle capacità superiori. L'esperimento va a buon fine, o quasi... perché i carcerati vengono trasformati in mostri dall'aspetto d'insetto (e per questo denominati "insettoidi") che, seppur mantenendo le loro facoltà mentali, diventano molto aggressivi (cosa che unità ad un paio di serial killer nel mucchio certo non va bene). Grazie alle loro nuove abilità, fuggono dall'istituto di ricerca, trucidando chiunque gli capiti a tiro. Liberi, gli insettoidi scoprono di poter essere in grado di riacquistare, solo apparentemente (le loro abilità non cambiano), la loro forma umana, mimetizzandosi tra gli umani. Ma è proprio a questo punto che facciamo la conoscenza di Jilang Tai, figlio del dottor Tai: si tratta di un giovane scapestrato, arrogante e incosciente, dedito alla frequentazione di belle ragazze e alle corse in macchina illegali. Quando suo padre viene attaccato e ucciso dagli insettoidi (che vogliono impadronirsi del DNA alieno rimanente), Jilang medita vendetta. Il genitore, tramite una registrazione effettuata prima dell'attacco, chiede al figlio un sacrificio immane: quello di iniettarsi il DNA rimanente insieme a quello di uno degli insetti più forti in circolazione: un coleottero massacratore, al fine di distruggere gli altri insettoidi, ponendo fine a questa minaccia e rimediando così ai suoi errori. Il giovane decide di soddisfare le ultime volontà del padre, ma, braccato dagli stessi mostri, finisce punto da un grosso scorpione. Costretto ad iniettarsi il DNA per non soccombere al veleno dell'animale, nel suo corpo avviene una mutazione, che lo tramuta in un aracnoide, conosciuto appunto come Scorpione Rosso. Da qui la sua continua battaglia contro gli insettoidi, senza esclusioni di colpi e di cliffhanger. 
la trama è davvero avvincente, e, nonostante i temi proposti, si tratta comunque di un fumetto per adulti: non mancano scene di sesso, e sequenze disturbanti... uno degli insettoidi, Zanzara Striata, essendo stato un sadico serial killer, si lascia talvolta andare ancora ad atti bestiali, uccidendo giovani donne, e divorandone le carni. I personaggi sono davvero tutti tratteggiati con maestria. 
Unica nota dolente: i disegni. Non che siano brutti, ci mancherebbe altro... solo che ci si accorge ben presto che la maggior parte delle vignette sono purtroppo ricalcate da un fumetto molto più famoso... quel Sanctuary di Buronon e Ryoichi Ikegami. Non sarà difficile individuare posture ed espressioni, palesemente scopiazzate dai disegni di Ikegami. Almeno il vantaggio, è che tutti gli albi sono a colori. In ogni caso, visto la solidità della storia, vale la pena recuperalo.

From Hell


Ispirato alle sanguinose vicende avvenute nel 1888 a Londra. Il genio di Alan Moore realizza un fumetto tagliente ed esplicito, rappresentato attraverso il tratto nervoso di Eddie Campbell (scene di sesso e di sangue raccontante con dovizia di particolari). Ciò che per William Gull, massone e medico di corte, comincia come una missione per nascondere la presenza di un bastardo reale, figlio illegittimo del principe Alberto Vittorio, si trasforma in una catena di violenti delitti seriali, che concorreranno ad alimentare la fama del diabolico Jack lo squartatore. Il titolo proviene dall'intestazione di una delle lettere che Jack era sovente mandare alla polizia. In questo caso non mi sono dilungato troppo, ma è anche vero che un capolavoro del calibro di From Hell lo conoscono quasi tutti... sarebbe strano se non l'aveste mai letto.    

Le aquile di Roma


Fumetto francese del grande Enrico Marini. 
Marco Valerio Falco, figlio di un grande generale romano, ormai in declino e caduto nel dimenticatoio, è costretto a fare amicizia con Ermanamer, erede di un principe germanico, giunto a Roma come "riscatto", per la sottomissione del padre all'impero romano. Eppure, nonostante le differenze, i due diverranno grandi amici, condividendo esperienze sessuali con giovani servette, amori e lotte al fronte. Tutto cambia quando Marco s'innamora della figlia di un senatore, e Ermanamer ritorna in patria, riprendendo il suo posto tra i germanici, e aizzandoli contro i romani. Ciò metterà l'uno contro l'altro i due amici di un tempo, in una guerra in cui sono sempre i politicanti a fare da padroni.
La storia è scritta benissimo, i disegni di Marini sono fantastici, e la colorazione aggiunge vitalità ad un tratto già bello di suo, Se vi piace la "storia" con "S" maiuscola, raccontata però senza mezzi termini, allora questo fumetto fa per voi.      

martedì 21 aprile 2015

Fumetti che consiglio

Riflettendoci, per quanto li ami, credo di potermi allontanare per un po' dalla cinematografia per poter discutere con voi anche di altro; ho quindi deciso di tenere una rubrica sui fumetti, simile comunque ai consigli filmici:  magari riesco a suggerirvi qualche buon fumetto (o che tali possono essere per me), sperando giustamente che non lo abbiate già letto (nel caso sarebbe comunque da riscoprire), che si tratti di una serie o di un graphic novel.

Le 110 pillole



Cominciamo con un graphic novel davvero BOLLENTE, ad opera del grande e compianto Magnus (al secolo Roberto Raviola). Il fumetto in questione va al di là dell'erotismo, presentando sì sequenze decisamente pornografiche, ma anche una storia d'autore che non scade nella volgarità, ispirata ad un romanzo cinese pubblicato nel 1610: Hsi-Men è un ricco farmacista, sposato con 6 bellissime mogli. Da sempre dedito al lusso e al divertimento, Hsi-Men riesce un giorno ad entrare in possesso di 110 pillole, che, quando ingurgitate, gli donano uno sfrenato vigore erotico. Forte dei suoi nuovi insaziabili appetiti sessuali, Hsi-Men si lancerà in avventure sempre più spinte, non dando pace a nessuna dell sue mogli, sempre così disponibili ad accontentarlo in ogni suo capriccio, e ognuna ben definita da un diverso carattere. Ben presto le pillole finiranno, e con esse anche il vigore di Hsi-Men, ormai stanco e malato, sopraffatto da una vita sfrenata e lussuriosa. Ciò che maggiormente colpisce è ovviamente il tratto di Magnus, che qui comincia ad essere sempre più dettagliato e caratterizzato da una ricerca maniacale di particolari, sia dal punto di vista anatomico che del contesto storico (le ambientazioni sono rese in modo magistrale). La narrazione è inoltre strutturata in modo sapiente, e nella sua semplicità risulta decisamente suggestiva e priva di incoerenze. Se non vi siete mai avvicinati a Magnus, questo è il momento di farlo, anche con un'opera sbarazzina come questa, che può comunque portare ad una serie di interessanti riflessioni.


Qui alcune vignette de "Le 110 pillole"


Cestus



Un manga di Shizuya Wazarai, ambientato in epoca romana, sotto il dominio dell'imperatore Nerone. Il protagonista è, appunto, Cestus, un giovane pugilatore schiavo di appena quindici anni, costretto a combattere una serie di scontri nelle arene di tutta Italia, al fine di riconquistare la libertà insieme al suo maestro Zafar, quasi un padre per lui. Sebbene prima abbia detto che il protagonista è Cestus, mi sento di avanzare anche una definizione differente, in quanto trovo la serie abbastanza corale, dato che sono tante le persone (anche figure storiche) che il giovane schiavo incontra nel suo "pellegrinaggio": ad ognuna è riservato un background decisamente credibile, scritto così bene da oscurare anche le vicissitudini del pugilatore schiavo. Inoltre buona parte dell'avventura è riservata soprattutto agli intrighi di palazzo e alla rivalità morbosa dell'allora diciassettenne Nerone verso sua madre Agrippina (roba che "l'incestus" è, come al solito, dietro l'angolo).
Il tratto di Wazarai, al di là dei volti tipicamente nipponici (con grossi occhioni), è molto realistico, e c'è una ricerca del dettaglio anche in questo caso maniacale, lodevole la sua passione per la documentazione storica. La Roma antica è riprodotta in modo inappuntabile, così come i vestiti e le usanze del popolo romano (non mancheranno vere e proprie incursioni nella storia, con pagine interamente dedicate a lunghe spiegazioni su determinati eventi passati). I combattimenti nell'arena sono resi in maniera efficace e mai sopra le righe (non aspettatevi onde energetiche... qui è tutto all'insegna del realismo più puro). Io posseggo solo la prima stagione (suddivisa in 15 volumi), edita da Panini; so che poi ne hanno pubblicata una seconda, che però non ho acquistato... purtroppo non sapevo che esistesse un seguito, difatti il problema di questo manga è la scarsa pubblicizzazione, il che è un peccato, soprattutto quando ci si ritrova per le mani un prodotto di qualità come questo.    

Sanctuary



Akira Hojo è uno giovane e spietato yakuza in rapida ascesa nel mondo criminale. Chiaki Asami è un politico ambizioso, pronto anche a sporcarsi le mani, pur di avere ciò che vuole. Questi due personaggi sono legati da una profonda amicizia, nonostante il loro status, e da un obiettivo comune, un sogno, un "santuario"... ovvero un Giappone nuovo e rinato, un luogo dove ci sia spazio per i giovani e le loro idee. Sanctuary è scritto da Buronson (sceneggiatore di "Hokuto no Ken") e disegnato dal sempre ottimo Ryoichi Ikegami che, grazie al suo stile foto-realistico, riesce a creare personaggi estremamente espressivi, per non dire "vivi", insieme ad ambientazioni suggestive e variegate. 12 numeri d'autore che raccontano violenze, faide, intrighi politici, ma anche amicizia virile, amori impossibili e sogni infranti, il tutto proiettato verso un nuovo mondo, che si spera, sia migliore. Il successo di questa serie ha portato alla realizzazione di un Oav e di un live action.


Feel 100%




Jerry Matt e Paul Lee sono due grafici pubblicitari amici per la pelle, con in comune una grande passione per le ragazze, a cui danno un punteggio che va dallo 0 a un massimo di 100. Un giorno incontrano una ragazza da 100 punti, Cherie, di cui entrambi s'innamorano, e che metterà a dura prova la loro amicizia, facendo sì che vengano a galla sgradevoli segreti a lungo celati. Il fumetto è talmente famoso in Cina (dove è stato realizzato) da essere anche trasposto in serial televisivo. Sebbene parta come una commedia romantica (ma mai smielata), le vicende si fanno ogni numero più tetre e drammatiche, svelando retroscena inaspettati e colpi di scena fulminanti. In Italia arrivò grazie agli sforzi della (credo) defunta Jade, una piccola casa editrice, che allora, però, non riuscì a pubblicare tutti i volumi. Scritto davvero molto bene, e disegnato in maniera impeccabile, ormai credo sia quasi irreperibile... ma se riusciste a trovare tutti gli albi pubblicati qui in Italia ad un prezzo ragionevole, fateci un pensierino e recuperatelo, perché ne vale la pena.

The killing Joke



Un graphic novel capolavoro, scritto da Alan Moore e illustrato da un sempre grande Brian Bolland. L'albo racconta le origini della nemesi per eccellenza dell'uomo pipistrello, ovvero il Joker. La storia ha ispirato anche Tim Burton per la rappresentazione del personaggio nel suo primo mitico film su Batman. La narrazione vede il Joker mettere in scena uno dei suoi piani criminali più sadici e disturbanti, raccontando parallelamente, tramite flashback, il suo passato e la serie di eventi che l'hanno reso il pericoloso giullare che tutti conosciamo. Ovviamente Batman non starà a guardare e si lancerà al suo inseguimento pur di riacciuffarlo; andrebbe specificato che la storia, inoltre, mette in evidenza il legame quasi morboso che c'è tra i due personaggi, i quali non possono esistere l'uno senza l'altro. Soprattutto è interessante la teoria del Joker (ormai suo motto), secondo la quale un matto si distingue da un sano, solo a causa di una giornata storta... e come dargli torto?

Il principe della Notte/Il cacciatore























Fumetto francese di Yves Swolfs. Ne esistono due versioni, una a colori di grande formato, editata con il titolo di "Il principe della notte", e l'altra in B/N formato bonelli, chiamata "Il Cacciatore"... quale delle due prendiate la storia non cambia (a parte qualche traduzione, che trovo più efficace nella seconda edizione), e vede protagonista una dinastia di cacciatori che, dal medioevo agli anni 40, cerca di braccare uno spietato vampiro chiamato kergan, il cui scopo è quello di gettare il mondo nelle tenebre. Il disegno di Swolfs, a parte qualche errore anatomico grossolano (mani piccole, teste grandi), è dettagliatissimo: ci si può perdere la vista sui suoi castelli e sulle cittadelle ricostruite in modo certosino (per non parlare delle foreste); inoltre la narrazione serrata tiene incollati fino alla fine. Magari alcuni momenti di stanca ci sono, ma complessivamente la serie mantiene ciò che promette, grazie anche ad una buona caratterizzazione dei personaggi.