mercoledì 10 settembre 2014

Commissions Open

Ehilà, giovani. Sono ufficialmente aperte le commissions, ovvero disegni su commissione da me realizzati, dietro pagamento (giusto per essere chiari). Qui il mio prezzario:


A scanso di equivoci

-Per richiedere uno sketch, come scritto anche nel listino sopra, potete contattarmi a "testaverdegianluca@gmail.com".

-Il pagamento avviene prima della consegna, e su carta di credito (vi avviserò io quando avrò terminato il disegno).

-La consegna avviene solo in digitale. Se voleste una copia cartacea, spedita tramite posta, ovviamente andrebbero pagati anche i costi di spedizione.

Posso disegnare qualunque cosa e qualsiasi personaggio, qui sotto un altro paio di esempi.

Diabolik
Violence Jack

Valentina
Kurgan


Chucky

Capitan Harlock





















Contattatemi e per favore, condividete la pagina, Grazie.
Gianluca

lunedì 8 settembre 2014

Dolls

Pag 1
1
Inquadratura a mezzo busto di una donna, nella penombra di una stanza. Non ne distinguiamo i lineamenti
Dida: Mio Padre, cioè tuo nonno, faceva un lavoro molto particolare...
2
Stessa inquadratura di prima, solo che sullo sfondo ora si sta parendo una porta. L'ombra arretra davanti alla luce. Cominciamo a distinguere i tratti della donna, ma lievemente.
3
Zoom in. Mezzo busto di un uomo di mezza età, vicino alla porta aperta. :
Dida: lui...
4
Campo medio. L'uomo di spalle, in piano americano. Davanti a lui c'è la donna. Ma non è una donna... è una bambola, quelle  di lattice, utilizzate per il piacere maschile. La bambola è nuda, seduta su un divanetto a gambe divaricate. Purtroppo è incompleta: le mancano parte dei capelli, va inserito il pube.
Dida: costruiva donne...

Pag 2
1
L'uomo si siede davanti alla bambola. Campo medio, entrambi personaggi in scena sono ripresi a figura intera, di profilo.
Dida: Lo faceva con una cura particolare.
2
Dettaglio delle mani dell'uomo, che monta i capelli sul capo della bambola. Si aiuta con l'apposito strumento, che ora non ricordo come si chiama.
Dida: Ha sempre detto che il suo era un atto di amore.
3
La sua mano tasta il seno, per testarne la morbidezza.
Dida: Amore verso gli uomini soli, che così potevano sentirsi meno soli, e che potevano avere una compagna che avrebbe fatto tutto quello che desideravano...
4
Altro dettaglio: Ora sta montando la vagina, che prima mancava.
Dida: E soprattutto verso le donne. Lui le amava all'inverosimile. Per questo le costruiva... il suo scopo era creare la fanciulla più bella che si fosse vista sulla faccia della terra, un'opera d'arte...
5
Primo piano dell'uomo, sorridente, che guarda verso la bambola, in realtà verso il lettore.
6
PP della bambola, stessa inquadratura di prima. Guarda verso il lettore, ma con inespressività.

Pag 3
1
In primo piano l'uomo e la bambola: l'uomo guarda la bambola quasi come un innamorato. In secondo piano, che guarda dalla porta c'è un ragazzo: il figlio.
Dida: Mio padre era una persona strana...
2
Pp sul volto del ragazzo...
Dida: trovavo curiose le sue fisime... non sapevo se averne paura o esserne affascinato.
3
Stacco. Il ragazzo, il figlio, è ora un po' più grande, un adolescente. Sta facendo l'amore con una bambola creata dal padre. L'immagine non deve essere volgare.
Dida: Quando raggiunsi la maggiore età, decisi di perdere la verginità con una delle bambole realizzate da tuo nonno.
4
Il giovane bacia romanticamente la bambola.
 Dida: E fu bellissimo...
5
Il giovane accanto al padre: lo aiuta nel costruire le bambole, gli passa gli attrezzi.
Dida: Decisi allora di aiutare mio padre. Avrei imparato tutto da lui sul come costruire una bambola perfetta... talmente perfetta da sembrare viva

Pag 4
1
Stacco: Il giovane al lavoro su un corpo
Dida: Cominciai a sperimentare per conto mio...
2
una bambola orribile sul divano in M.B
Con risultati discutibili...
3
Stessa inquadratura di prima, una bambola migliore stavolta
Dida: Però, andavo migliorando
4
Stessa inquadratura di prima. Una bambola bellissima.
Dida: Fino a rasentare la perfezione
5
PP del giovane, stavolta un po' più adulto: sorride, ha lo sguardo vacuo...
Dida: non me ne resi conto ma... tuo nonno mi aveva passato le sue stesse ossessioni...

Pag 5
1
Stacco. Il giovane s'è fatto uomo. è seduto ad un tavolo. Di spalle, davanti a lui, c'è un bambino. Non vediamo il bambino in volto.
Uomo: Ma poi sei arrivato tu. Mi hai salvato...
2
PP dell'uomo. Sembra dimagrito, con la barba...
Uomo: Quando sei nato ero al settimo cielo...
3
Mb dell'uomo, che continua a farneticare guardando verso il lettore, gesticolando con le mani.
Uomo: Grazie a te sono uscito dal baratro della follia. Te ne sarò per sempre grato...
4
PP del bambino, lo vediamo in faccia... solo che non è un bambino... è una bambola in lattice, fatta ad arte...
VFC: Figlio mio...




Sopra un piccolo omaggio per questa storia, da parte di Nathalie. Merci, chérie. :)

venerdì 5 settembre 2014

Io e la Bonelli

Ho sempre apprezzato i fumetti Bonelli. Trovo che abbiano una lettura molto semplice, e, non avendo talvolta una vera e propria continuity, si possono comprare sfusi, se si ha voglia di leggere qualcosa. Leggevo Dylan Dog e Brendon, e saltuariamente davo un'occhiata sia a Dampyr (il primo numero è spettacolare), che a Nathan Never. Più volte mi sono chiesto se fossi adatto per poter lavorare con loro e forse ci sono andato anche vicino. Mi sarebbe piaciuto disegnare proprio Brendon, perché è un personaggio che ho sempre trovato nelle mie corde.

Comunque, non è certo per le quattro righe sopra che ho chiamato il post "Io e la Bonelli". La mia storia è questa:
All'epoca frequentavo ancora la scuola Comix. Guardandomi intorno vedevo i miei compagni che cominciavano a lavorare di qua e di là. Editori che li contattavano, gente che cercava collaboratori, ed io niente, nisba, zero (sebbene, poi, avrei cominciato la fine di quell'anno stesso a lavorare per il quotidiano Terra). Allora, un po' per gioco, un po' spinto dal mio ego, decisi di inviare alcune mie tavole alla Sergio Bonelli Editore. "Mal che vada", pensai, "nessuno mi risponderà". Presi le pagine migliori che avevo realizzato durante l'anno, le imbustai, con tanto di simpatica lettera di presentazione (chi ero, quanti anni avevo e cosa facevo) e inviai il tutto in Via Buonarroti.
Le tavole che spedii sono le seguenti, non un granché, ma all'epoca mi sembravano buone.

























Mi ricordo che poi le portai anche al Comicon, e le mostrai a Luca Raimondo (uno dei disegnatori di Dampyr), e lui, dopo averle visionate, mi consigliò di non mandarle... ma io l'avevo già fatto. Non successe nulla per un paio di mesi, pensai che Luca Raimondo avesse ragione e, quindi, dopo un po', mi scordai della cosa...

Poi un giorno, nella buca delle lettere, trovai una busta. Sopra c'era scritto "Sergio Bonelli Editore"... l'aprii: dentro c'era una lettera... e l'aveva scritta Sergio Bonelli in persona! Con tanto di firma! No, non svenni, ma in compenso il mio ego esplose! Posso dirvi che fui su di giri per una settimana. Non scenderò nei particolari di quello che c'era scritto, alcune cose sono abbastanza "private"; comunque sia, Bonelli aveva trovato interessanti le mie tavole (sebbene non fossi pronto), e m'invitava ad inviare ancora, stavolta realizzando tavole dei loro personaggi, e rivolgendomi, però, all'editor che si occupava dell'archivio disegnatori: Luca Del Savio.
Quindi, incoraggiato da Bonelli stesso, cominciai ad inviare... e l'ho fatto per quasi tre anni. Queste sono solo alcune delle tavole che ho spedito (quelle troppo vecchie sono inguardabili): qualcuna è un po' bruttina, qualcuna invece è riuscita meglio.







































Bonelli era davvero una persona meritevole di stima e rispetto. Pochi mi hanno risposto, quando inviavo qualcosa in visione, anche solo per un parere. Sergio Bonelli, invece, rispose personalmente ad un povero niente come me. E questo dovrebbe dirla lunga sulle persone.
Mi sarebbe piaciuto parlarci faccia a faccia. L'unica volta che l'ho visto dal vivo fu a Napoli, presso la fumetteria Alastor. Sergio Bonelli fu eccezionalmente invitato per un incontro con il pubblico e con lui c'erano Recchioni e Berardi, se non sbaglio.
Devo dire di essere migliorato molto, nel tempo, anche perché in via del tutto ufficiosa ho trovato un maestro che mi ha seguito e mi ha fatto comprendere le mie potenzialità.
Comunque sia, alla fine, nonostante alcuni miglioramenti, Luca Del Savio mi disse che forse non c'era posto per me in Bonelli; e devo ammettere che cominciai a convincermene io stesso molto prima. Forse non volevo lavoraci davvero, tutto sommato. Forse la Bonelli non era il mio posto, soprattutto a causa della mia personalità (che sto ancora cercando di capire) e del mio carattere. Quindi ringraziai, e non inviai più nulla.
Nonostante ciò, nel corso di quest'anno, Giovanni Gualdoni m'inviò un'altra lettera, in cui mi spiegava (come aveva già fatto Del Savio) che non c'era più posto per eventuali nuovi collaboratori. Questo è stato un gesto corretto da parte loro, anche per tutti quelli che, come me, speravano in un lavoro. Non tutti ti avvisano ufficialmente con una lettera.
Spero che la mia "esperienza" via sia piaciuta e vi faccia capire di più come funzionano determinate cose, anche nell'ambito del fumetto che, per inciso, rimane un lavoro come un altro.
Ah... per curiosità, volete vedere come è fatta una busta proveniente dalla Bonelli? Eccovela!

Ho cancellato il mio indirizzo... per ovvi motivi

mercoledì 3 settembre 2014

Legend of Sanctuary - Ivo De Palma Style

Come molti di voi sapranno, a novembre, arriverà nei cinema italiani il nuovo film dei cavalieri dello zodiaco, un reboot realizzato in CGI, al pari di quello di Capitan Harlock. E difatti il film è editato sempre da Lucky Red, che ha il merito di portare nel bel paese molti dei capolavori dell'animazione giapponese (come i film di Miyazaki... continua così, Occhipinti!).
La particolarità di questo reboot, almeno qui in Italia, è che avrà le voci ufficiali dei personaggi: così, tutti gli attori che prestarono la voce, negli episodi dell'anime, a Pegasus e gli altri cavalieri, torneranno nei loro rispettivi ruoli.
Ivo De Palma, voce del protagonista, oltre a tornare nel suo ruolo, dirige anche il doppiaggio.
Saputo questo, la gente è insorta (manco ci si trovasse all'interno di Assassin's Creed 3): da un lato quelli pronti a gambizzare De Palma, dall'altro quelli pronti a gambizzare chi vorrebbe gambizzare De Palma.
Perché? Presto detto: grazie alla nuova veste grafica, i cavalieri sembrano dimostrare davvero l'età che dovrebbero avere, ovvero tra i 13 e i 15 anni (anche se a me sembrano più dei trans, poi fate voi).



Giustamente le voci di De Palma & co. (ricordiamo: Il grande Marco Balzarotti/Batman, Luigi Rosa/Monkey D. Rufy, Andrea De Nisco/Kimo dei 5 samurai, Tony Fuochi/Zodd di Berserk... eh, mica pischelli), ormai over 50 e troppo profonde per dei ragazzini, potrebbero mal adattarsi sul nuovo aspetto dei protagonisti. Beh, in effetti potrebbero avere quasi ragione, se non fosse per le solite critiche che vengono mosse stupidamente a De Palma che, per inciso, è un grande doppiatore e un bravo professionista (non necessariamente in quest'ordine), e molti "critici", non sanno cosa significa né l'una, né soprattutto l'altra cosa.
A parer mio, Seiya senza De Palma esiste a metà (come Lupin senza Del Giudice, nonostante Onofri ci dia dentro), la sua voce sarà sempre identificabile con quella di questo arrogante moccioso in armatura. Quando da piccolo ebbi modo di visionare gli OAV di Devilman (A proposito, voi di Yamato... quando vorrete editarlo in DVD? Le mie cassette ormai sono consumate), la prima cosa che pensai fu: "Oh, ma quella è la voce di Pegasus" (e non sapevo manco chi era Ivo De Palma). Dài, ti viene naturale pensarlo! Anzi, probabilmente è stato grazie a lui che mi sono appassionato al doppiaggio... dopo un po' ho cominciato a riconoscere la sua voce un po' ovunque (Ivo, avevi doppiato persino quella roba orribile che non si può vedere, con He-man nello spazio!).
Non si dovrebbero esprimere giudizi prima di vedere l'operato finale (è sbagliato, ma alle volte scappa anche a me, preso dalla frenesia del momento), diamo una possibilità, no? Okay, forse potrebbe risultare un lavoro non del tutto riuscito (ma trovatemi un lavoro davvero perfetto... no, i film di Kubrick non contano), ma potrebbe anche essere alla pari (o migliore) dell'originale (e andrebbe precisato che, il doppiaggio, non deve essere uguale all'originale, è impossibile, quest'ultimo dovrebbe solo fungere da traccia). Dopotutto conoscendo il modo in cui De Palma si approccia al suo mestiere, è sicuro che "spremerà" sé stesso e i colleghi al meglio delle loro capacità (per me il lavoro che ha svolto su Devilman, sia come doppiatore che come direttore di doppiaggio è inappuntabile... è piaciuto pure agli americani!).
Ovviamente, c'è sempre chi teme per gli adattamenti, e forse anche in questo caso a ragione: mai come per i cavalieri, l'adattamento italiano dell'anime ha una valenza maggiore di quello del manga; persino al purista più sfegatato verrà naturale chiamare Seiya col nome di Pegasus, e Shiryu come Sirio. Inoltre, sebbene tutti ricordino il tono aulico dell'adattamento, con tanto di citazione di Foscolo, rammentano anche le incongruenze e gli errori di adattamento, e forse hanno paura che cose del genere si possano ripetere. La memoria collettiva è difficile da tenere a bada. In realtà gli errori di adattamento, all'epoca, erano per lo più dovuti ai testi lacunosi che arrivavano dal Giappone; ma con i tempi che corrono e i soldi in ballo, le grandi produzioni come la Lucky Red, non si permettono di certo di "pisciare fuori dal vaso", sarebbe irrispettoso persino verso il pubblico (e poi gli adattamenti dei film di Miyazaki, di Dragon Ball o del già citato Harlock, dovrebbero essere una garanzia). Ho sentito che c'è gente che non ci dorme la notte per questa roba. Manco io dormo la notte... però mi piace pensare che i miei problemi siano un po' più pesantucci di 'ste cazzatelle qui... ma come vi viene? Boh...
Però, Ivo, detto tra te e me, spero che tu abbia optato per l'adattamento fedele all'originale... ma semplicemente perché, almeno una volta nella vita, prima di morire (e qui mi faccio anche una grattata), vorrei tanto, ma tanto, ma proprio tanto, sentirti gridare "PEGASUS RYUSEIKEN!!!!". Sarebbe grandioso!

martedì 2 settembre 2014

Roba incompiuta

A volte penso che vorrei poter realizzare più progetti. Farlo, però, porta via numerose energie, sia fisiche che mentali... e farlo da soli è snervante (sì, sembra quasi che stia parlando di sesso). Io, ad esempio, sono sulla buona strada per impazzire, proprio come Charlie Chaplin in quel film, a causa del troppo lavoro (non ricordo mai il titolo di questa pellicola).
Le poche volte che son riuscito a tirare qualcuno dentro, è successo che dopo un po' questi si è ritirato, mandando in malora il progetto. Una delle storie che non vedrete mai è SCI-FI. Ci feci anche un trailer, che qui vi posto.




I disegni sono di un mio amico, Roberto Caramiello, che fu anche mio compagno di corso alla Comix. Roberto è uno peggio di me, dalla depressione facile anche lui. Quindi immaginate il tipo. Quando gli proposi di disegnare la mia storia sembrava entusiasta, ma dopo solo due tavole si è ritirato, troncando il progetto sul nascere. Però devo ammetterlo: realizzò due tavole con i contro-coglioni! Le posto qui, così potete ammirarle e farvi anche un'idea di questo progetto che non vedrà mai luce.






Sapete, anche Mythology è a rischio. Dopo le prime 3 tavole, il disegnatore, Carlo, si è ritirato perché ha avuto dei problemi. Sto cercando ancora un valido sostituto. Chissà se riuscirò a trovarlo. Io comincio a dubitarne parecchio.

Inoltre, alcuni anni fa (quattro direi), io, Roberto e un altro nostro compagno di corso, Alessio, pensammo di mettere in piedi un fumetto biografico su Dracula, ovvero Vlad III voivoda di Valacchia. Non dovevano esserci elementi fantastici, e non si sarebbe parlato di vampiri (rispetto al film di prossima uscita nelle sale, quello con Luke Evans). Doveva essere un progetto mastodontico, diviso in 3 volumi: ogni volume sarebbe stato incentrato su un determinato personaggio, e solo l'ultimo avrebbe avuto per protagonista assoluto Dracula. Roberto scriveva la sceneggiatura, io scrissi i soggetti di ogni singolo volume e in più disegnavo, Alessio inchiostrava. Facemmo 3 tavole che portammo al comicon... e furono distrutte da non mi ricordo quale editore... e mollammo. Peccato... un giorno potremmo recuperare la cosa. Intanto vi posto qui le matite delle mie 3 tavole. Roba vecchia per davvero.

Questo è Mircea, fratello di Dracula. Il primo volume era per lui...
  

Notare come all'epoca subivo ancora l'influenza di Kentaro Miura... quello è il torturatore di Berserk...

Il piccolo Mircea assiste alla nascita di suo fratello: Vlad III, ovvero Dracula!
Se qualcuno trova belle queste idee... non si azzardi a copiarle! Ci tengo ancora parecchio a questa roba. E chissà che un giorno non si riesca a portarla a termine. Inoltre avete potuto constatare quanti progetti nascono e muoiono in un battibaleno... purtroppo è così. Peccato...  

lunedì 1 settembre 2014

Il Monaco 1 - making of

Il Monaco è un personaggio che mi accompagna da parecchio tempo. Credo sia stato il primo personaggio a cui ho pensato come protagonista di una serie. Nonostante all'inizio gli fossi poco affezionato, col passare degli anni ho imparato ad amarlo, dopotutto è una parte di me, e potrei dire che il Monaco rispecchia almeno il 30% della mia personalità. Il 50% è Malcolm di Brainstorming, il restante 20 mi è del tutto sconosciuto (o forse non mi va di approfondirlo).
Dovevo avere almeno dieci anni quando ho concepito il Monaco, e credo fosse per una mia smodata passione verso il medioevo. Mi preme specificare che la somiglianza grafica con i protagonisti di Assassin's Creed è del tutto casuale: il gioco Ubisoft all'epoca non era nemmeno in programmazione, e anzi... non si parlava nemmeno di playstation 2!
A volte penso che se fossi riuscito a pubblicarlo anni fa, avrei fatto il botto, ma ovviamente non avevo né l'età, né le conoscenze artistiche appropriate per portare avanti questo progetto.
Principalmente alcune peculiarità del Monaco nascono dalla lettura di diversi manga, in particolare "Berserk" di Miura e "City Hunter" di Hojo.
Per appassionati in cerca di citazioni: la cicatrice che il Monaco ha sul naso è ovviamente un omaggio al protagonista di Berserk, Guts.



Alcune sfumature del personaggio, invece, provengono anche da The Phantom, l'uomo mascherato creato da Lee Falk! Capirete nelle prossime storie.


Naturalmente, per quanto si possa attingere dalle opere altrui, per ispirazione, è anche doveroso metterci del proprio e sviluppare la storia secondo la propria visione e le proprie idee... sennò a che serve scrivere? Siccome la serie è ambientata nel medioevo, ho dovuto divorare parecchi libri sull'argomento. Ho raccolto foto, illustrazioni d'epoca, e tante di quelle documentazioni da riempire un museo. Quando ho letto tutto quello che (almeno spero), c'era da leggere, ho cominciato a gettare via il superfluo. Molte cose, mi sono reso conto, non servivano... a meno che non si voglia lavorare per History Channel. E a me non interessa...
Quando ci si è fatti una buona cultura, si può anche cominciare a prendersi le dovute licenze poetiche.

SEGNALI DI STILE
Ciò che vi mostrerò adesso ha dell'incredibile... sarà una visione aberrante... sto per mostrare cose che non ho mai mostrato a nessuno, e chi l'ha visto, non è sopravvissuto per raccontarlo: i miei disegni di quando avevo 12 anni! E c'è di più... riguardano Il Monaco! A parte lo scherzo, lo faccio perché credo che abbiano valenza storica. La cover della prima storia del Monaco, è ripresa ad esempio da un vecchio disegno che feci del personaggio. Eccovelo qui.


All'epoca inchiostravo con la penna Bic: non sapevo che si usassero i pennarelli, e non sapevo niente di anatomia o altro... allora, come ho già accennato, guardavo molto Miura, tant'è penso sia riconoscibile nella cover il medesimo modo di elaborare le texture. All'epoca, però, non riuscivo a rendermi conto che anche Miura non era in grado di usare correttamente il tratteggio (nei primi numeri era un po' messo a casaccio), e solo col tempo ha imparato a farlo. Il logo, come potete constatare, è fatto a mano. Non interessandomi alla colorazione, la lasciai così. Poi mi è servita da base per la cover che conoscete...


 Beh... dite che c'è differenza? Ho trovato anche molte altre tavole. Purtroppo sparse. Così, oltre all'evoluzione dello stile, potrete dare un'occhiata anche a quella del personaggio. Tenetevi le mascelle, mi raccomando...







Il lettering era fatto a mano, alcune texture risultavano indubbiamente eccessive, e le anatomie erano inesistenti: Credo che ci fosse molta passione (e ci mancherebbe, ero un dodicenne), molta più di adesso, sicuramente.

Giustamente io credevo che nel medioevo si andasse vestiti in canottiera..
Negli anni ho continuato a lavoraci su, anche durante la frequentazione della scuola comix, cercando di dargli un abito migliore, un background specifico, e delineando in maniera marcata altri elementi. Qui vi posto alcuni studi del personaggio a matita, che mi son stati di grande aiuto. Per arrivarci visionai un sacco di foto di guerrieri medioevali, compravo libri appositi sulle armi, sulle corazze, e via dicendo. Ovviamente, oggi, con l'avvento del web, è tutto più facile, si può trovare qualsiasi cosa, e anche molto velocemente (credo sia uno dei pochi vantaggi di internet... per il resto siamo tutti schedati!).





















Dopo questi, realizzai un disegno che potrebbe essere considerato semi-definitivo, e che gettava le basi grafiche per il personaggio che sto disegnando ora.



Il disegno mi fu colorato da Giuseppe Cafaro: chi legge fumetti americani, dovrebbe aver sentito il suo nome, dato che lavora per l'Aspen Comics, la casa fondata da Michael Turner (il creatore di Whitchblade, pace all'anima sua) .
Peppe era mio compagno di corso, alla Comix, e ogni tanto, ci si faceva un favore a vicenda, disegnando o colorando random qualunque cosa. Mi torna alla mente ciò che Peppe mi disse una volta: "Gianlù, se io finisco a disegnare Darkness, e tu Brendon, ti offro una birra". In realtà lui ci è arrivato, bene o male... io, anche volendo, non ci arriverò mai, perché:
A) Ormai Brendon è chiuso.
B) Bonelli è una strada chiusa.
Se voleste seguire Peppe, lo trovate su Kiani e Trish Out of Water, editati entrambi dall'Aspen.

Cover di Peppe
Un giorno non mi dispiacerebbe intervistare Giuseppe, e metterlo sul tubo, ma le poche volte che gli ho avanzato la proposta, lui si è fatto desiderare. Peppe è sempre in fuga, e riesce con abilità a svicolarsi dalle mie avance semplicemente non rispondendo alle mail o tergiversando (vecchio volpone)... e siccome fisicamente non è il mio tipo (a meno che lui non diventi leggermente più femminile), io evito d'inseguirlo, anche perché comincio ad avere un'età: con la testolina non riesco più a stare dietro a quella degli altri!

LA REALIZZAZIONE

Solitamente, quando ho già in testa le inquadrature che voglio, parto direttamente con i layout, tralasciando la sceneggiatura, e scrivendo solo i dialoghi, ma ci sono volte in cui non mi riesce, e ho bisogno di un aiutino... sì, tipo viagra... così scrivo una sceneggiatura, o quella che potrebbe essere definita tale, in modo da poter focalizzare per bene l'impostazione che voglio dare, qualora mi si presentassero delle difficoltà.

Vi posto solo la prima pagina di sceneggiatura da me scritta per il Monaco, perché avendo poi cambiato la storia, sono andato a disegnarla di pancia. 

TAV 1
1
Panoramica di un villaggio medioevale.
2
Zoom in. Vediamo un personaggio incappucciato.
3
PP del volto dell'uomo coperto dal cappuccio.
4
C.M. L'uomo, Il Monaco, si trova ora vicino ad un portone, in un quartiere malfamato.
5
Dettaglio della sua mano, che bussa.
6
Si Apre lo spioncino, inquadratura in soggettiva. Vediamo il Monaco fuori, in strada
7
M.B. di spalle del Monaco. Davanti a lui il portone e dallo spioncino s'intravedono due occhi minacciosi.
Occhi Minacciosi: E tu chi sei? Che vuoi?

Una volta scritta la sceneggiatura, passo a dei layout che, a seconda del mio umore, possono essere molto veloci (e quindi roba che capisco solo io), o anche estremamente dettagliati (e questo mi permette di risparmiare tempo, in quanto andrò a costruire direttamente su di essi la tavola vera e propria). In questo caso ho realizzato un layout molto veloce, giusto per farmi un'idea. 

  
Come potete constatare alcune cose sono indefinibili. Se provassi a consegnarlo a qualche editor, me lo tirerebbe addosso... insieme alla scrivania...

Comunque, quale sia il grado di dettaglio del layout, bisogna lavoraci molto, per poter costruire un qualcosa di decente. 

Adesso vi metto a confronto sceneggiatura e vignette, così che capiate che nella resa finale della tavola, alcune cose si perdono, mentre altre si guadagnano.

 TAV 1
1
Panoramica di un villaggio medioevale.

Uhm... questa è abbastanza vicina alla descrizione della sceneggiatura

2
Zoom in. Vediamo un personaggio incappucciato.
In realtà, già con questa mi sono attenuto poco, perché, più che una zoomata, ho utilizzato un controcampo!

3
PP del volto dell'uomo coperto dal cappuccio.
Con questa ci siamo...

4
C.M. L'uomo, Il Monaco, si trova ora vicino ad un portone, in un quartiere malfamato.

Beh... non saprei... secondo voi è malfamato abbastanza?

5
Dettaglio della sua mano, che bussa.



6
Si apre lo spioncino, inquadratura in soggettiva. Vediamo il Monaco fuori, in strada
Questa è praticamene identica alla sceneggiatura, non mi ha dato grossi problemi!

7
M.B. di spalle del Monaco. Davanti a lui il portone e dallo spioncino s'intravedono due occhi minacciosi.
Occhi Minacciosi: E tu chi sei? Che vuoi?

Idem per questa
Come prima ho accennato, occorre documentarsi, sempre! Anche a livello visivo. Quindi sfatiamo il mito che un disegnatore sa disegnare tutto. Non è vero. La documentazione attraverso foto serve soprattutto per rendere più credibile il paesaggio, in modo che il lettore non vada in confusione con quello che è stato effettivamente disegnato... mi spiego: che si disegni bene o male, l'importante è farsi capire! Per quanto mi riguarda io non ci vedo niente di male a ricalcare una foto (soprattutto se questo ti fa risparmiare tempo)! Tanto, anche se si ricalcasse, si devono comunque avere determinate conoscenze artistiche, perché devi sapere cosa stai "combinando"!
Moti degli elementi delle mie tavole sono ripresi da foto.
Quello strano batacchio sulla porta, ad esempio, esiste!


Come mi sono aiutato anche con molte ambientazioni!






Anche per i personaggi ho utilizzato dei modelli. Credo che usando dei riferimenti diventino più credibili, più veri. E utilizzo attori, dato che è prassi comune qui in Italia: Dylan Dog è Rupert Everett, Dampyr è Ralph Fiennes, Martin Mystere è Nick Nolte e via dicendo. Io, i miei, ho cercato di truccarli opportunamente.

Il capo del bordello ha, ad esempio, il volto di Ernest Borgnine... somiglia?





Mira è ispirata ad un'attrice bellissima: Little Caprice, al secolo Marketa Stroblova...  se non sapete chi è Little Caprice... beh... cioè... no, dài!






E il padre? Il padre ha il volto di Danny Huston, che molti ricorderanno come Marlow, il capo dei vampiri nel film "30 Giorni di Buio".





E il Monaco? Anche il Monaco ha il volto di un attore... ma questo non ve lo dico. Arrivateci voi... prendetelo come una sfida. Se indovinate vi regalo uno sketch del personaggio...

Detto ciò vi saluto. Spero che questi piccoli retroscena vi siano piaciuti. Alla prossima!