venerdì 4 settembre 2015

Lavori in corso

Ed eccoci qui, primo post di settembre. "L'estate sta finendo", cantava una vecchia canzone, ma la mia non è mai cominciata dato che non ho smesso di lavorare (e più di una volta ho esternato la mia indifferenza verso il mare). Eh, sì... "Caged Birds" non aspetta, e così Ken mi ha messo al lavoro sul secondo volume, che devo dire sto trovando migliore del primo, sotto molti punti di vista: principalmente è molto più articolato e i personaggi stanno acquistando sempre più spessore. Vi mostro qui alcune anteprime:



Versione censurata... ordini del boss... 

Inoltre, sono riuscito a consegnare alla redazione di Sbam la seconda storia del Monaco (quella del lupo, ma totalmente revisionata), anche se non so quando sarà pubblicata, mi faranno sapere loro. Quindi ora sono un po' più libero, e posso mettermi al lavoro su una nuova storia. La vedrete tra qualche mese. 
E poi... poi no so, ci sono sempre anche gli altri progetti che vorrei portare avanti, ma trovare collabratori volenterosi, che non si tirino indietro è sempre più difficile. Che posso dire, chi vivrà, vedrà. Io non posso fare altro che ringraziarvi e salutarvi. Alla prossima. 

Ciaoz

mercoledì 26 agosto 2015

Ant-Man - Le mie impressioni

La farò abbastanza breve: Ant-Man, salvo qualcosa, mi è piaciuto. Mi è piaciuto molto.


Devo ammettere di aver visto questo film senza aspettarmi troppo; nel cinema, addirittura, c'eravamo io e quattro gatti... invece, però, si è rivelato una vera sorpresa, e mi sono divertito parecchio.
Per chi non lo sapesse, Ant-Man è un supereroe in grado di miniaturizzarsi alle dimensioni di una formica, grazie ad una speciale tuta, alimentata dalle particelle Pym, ideate appunto da Hank Pym, che nel film è interpretato da Michael Douglas. Okay, può sembrare un'idea balzana (e probabilmente lo è), ma cinematograficamente funziona abbastanza bene, merito anche di una sceneggiatura sicuramente riuscita, funzionale e convincente, in grado di non prendersi troppo sul serio. La regia regge per tutto il film, in quanto si è deciso di non spettacolarizzare troppo la pellicola, ma di rimanere ancorati con i piedi per terra, cercando di essere, paradossalmente, credibili. Si ha sempre la gradevole sensazione di guardare un "piccolo" film, quasi da anni 80, nonostante la pellicola non sia per nulla piccola e sia stata prodotta quest'anno.
Nella maggior parte del tempo, il tutto è buttato sulla comicità, che però riesce a non scadere mai nella demenzialità più totale: le battute sono abbastanza "intelligenti" e aderenti al contesto (cosa rara per un qualunque film degli ultimi tempi) e le varie gag riescono sempre a strappare qualche risata, probabilmente il merito è anche di Paul Rudd, l'attore protagonista, che si è rivelato incredibilmente adatto al ruolo... ma dove se ne stava nascosto?
In ogni caso anche le altre prove attoriali non sono da meno, forse ho solo reputato il cattivo un po' sopra le righe, ma credo fosse voluto, per adattarlo al tono della pellicola.
Ovviamente anche Ant-Man farà parte degli Avengers e apparirà nei prossimi film, e paradossalmente, proprio le scene inerenti a quest'ultimi erano totalmente fuori contesto: sembravano davvero attaccate con lo sputo. Le sequenze inserite fanno ovviamente da traino per i film precedenti, e da collegamento per i prossimi, ma sembrano provenire da un altro film, non aggiungono nulla, e sembrano solo un di più fastidioso... ma questo, dopotutto, è lo scotto da pagare.
Alla fine lo consiglio? Sì, certo, soprattutto se volete passare una serata spensierata all'insegna del buon umore.
Il mio voto? Credo che un 8 pieno ci possa anche stare.

sabato 15 agosto 2015

Film che consiglio - Speciale Serial Killer

Buon ferragosto a tutti. Io lo festeggio tornando ai nostri consigli filmici, ma stavolta vorrei inaugurare un qualcosa di più specifico, e dedicarmi a uno "special", ovvero elencarvi alcuni dei migliori (secondo me) film sui Serial Killer... questa sta diventando una rubrica che mi piacerebbe curare meglio, magari la prossima volta la dedico interamente al West.

Perché sono partito con delle pellicole così macabre? Perché in estate, per qualche oscura ragione, sono più in vena di film thriller... molto probabilmente per abitudine, dopotutto in questa stagione anche Italia 1 è solita trasmettere sempre "Notte Horror"...
Da bambino guardavo spesso gli horror, senza batter ciglio... invece oggi, le sequenze più truculente mi sono diventate insostenibili... già, è proprio vero: più passa il tempo, più noi maschi diventiamo delle fighette...

Henry - pioggia di sangue



Ispirato alla storia del serial killer Henry Lee Lucas, che uccise per tutta l'america almeno 300 persone (probabilmente era preoccupato dalla sovrappopolazione) insieme all'amico Ottis. Henry è qui interpretato dal bravo (ed inquietante) Michael Rooker, che molti di voi ricorderanno nel recente "The Walking Dead". Il film passò quasi inosservato all'epoca della sua uscita (anzi, mi sembra che inizialmente non fosse nemmeno in programma di essere distribuito), sollevando un paio di critiche per l'eccessiva violenza, salvo poi diventare col tempo un piccolo cult. In realtà, guardandolo oggi, il film non appare così violento come ci è stato detto, ma il realismo di alcune scene che, sebbene non siano del tutto sanguinose, rende la visione estremamente disturbante, complice anche un'atmosfera malsana e decadente.

Zodiac



Zodiac fu un serial killer che terrorizzò mezza America tra gli anni 60 e 70. Mai preso, mai saputo chi fosse... ovviamente ciò l'ha fatto entrare nella leggenda. A lui si ispirano diversi film, come il primo capitolo delle avventure dell'ispettore Callaghan (il caso Skorpio), e ovviamente anche il bellissimo film di David Fincher, di cui stiamo parlando.
La pellicola si rifà al libro di Robert Graysmith, un vignettista (interpretato da Jake Gyllenhall), che ha seguito da vicino le indagini sul serial killer, fino a divenirne ossessionato. Il film non vi dirà chi è Zodiac, anche perché segue tutte le inchieste investigative dei vari inquirenti che hanno partecipato al caso. Alla fine starà a voi giudicare e farvi delle idee. La regia di Fincher è eccezionale, e non eccede mai nella violenza gratuita, risultando comunque sempre molto disturbante. Il clima di terrore di quegli anni è riprodotto con estremo realismo, così come le scenografie e i vestiti. Inoltre le sequenze dei delitti sono state effettivamente girate nei luoghi dove Zodiac colpì. Un vero gioiello, che molti, però, hanno snobbato. Ma voi no, non fatelo... anzi, recuperatelo!   

S.O.S. - Summer of Sam



"Summer Of Sam" è un film anomalo: sebbene sia ispirato alle vicende di David Berkowitz, soprannominato "Il figlio di Sam", la pellicola in realtà non parla di lui, quanto piuttosto del clima di terrore che l'America viveva in quegli anni, mettendo in risalto la paura e la paranoia palpabile in quella calda estate, teatro dei misfatti di Sam. Ne farà le spese un giovane punk bisessuale, interpretato da un giovanissimo Adrian Brody, accusato di essere Sam, e linciato per strada dalla così detta "gente per bene". Spike Lee è riuscito a confezionare un film fuori dagli schemi, mai violento, che vuole raccontare, più che mostrare. Da recuperare secondo me.

M - il mostro di Düsseldorf



Un classico di Fritz Lang, vera pietra miliare del cinema, che le nuove generazioni dovrebbero assolutamente recuperare (avevo quindici anni, quando l'ho visto per la prima volta). Il film si ispira ai delitti di Fritz Haarman e Peter Kurten, fondendo insieme i due assassini. Un misterioso maniaco uccide e violenta alcune bambine; siccome i suoi delitti mettono a rischio i traffici della criminalità locale, torchiata dalla polizia per avere informazioni, la malavita decide di prodigarsi nella sua cattura e, preso il serial killer, allestisce un vero e proprio tribunale al fine di giudicarlo. Il monologo di Peter Lorre è fantastico e inquietante al tempo stesso. Un capolavoro da (ri)scoprire.

Evilenko



Andrej Romanovič Čikatilo era soprannominato "Il Mostro di Rostov". Uccideva e stuprava bambini e poi ne mangiava parti del corpo. Il film di David Grieko è ispirato, sebbene in forma romanzata, a quelle tristi vicende, e si rifà al suo stesso romanzo "Il comunista che mangiava i bambini". Sebbene la pellicola non sia molto violenta, sottolinea bene e in modo minaccioso il regime totalitario russo di quegli anni (tant'è ci si chiede come abbiano fatto a non catturarlo molto prima). Čikatilo, qui ribattezzato Evilenko, è interpretato in maniera aderente da Malcolm McDowell, che riesce a fornirne un ritratto estremamente inquietante.


Lo strangolatore di Boston



Basato sulla vera storia di Albert De Salvo (che peraltro sembra non fosse lui l'assassino), "Lo strangolatore di Boston" è un film molto forte per gli anni in cui è stato realizzato. Si parla di sesso (si vede persino un seno!), e ci sono anche esplicite scene di violenza, eppure è un classico del genere. Tony Curtis è incredibilmente bravo nella sua interpretazione. Recuperatelo se potete.

La rabbia giovane



Il film di Terrence Malik si rifà alla storia di Charles Starkweather e Caril Ann Fugate, due giovani che iniziarono un violento viaggio on the road che li portò a sterminare chiunque fosse sulla loro strada. Ma la rabbia giovane non è solo la storia di due assassini, ma di una generazione allo sbaraglio, ribelle, stanca e arrabbiata. Martin Sheen e Sissy Spacek sono credibili nei loro ruoli, davvero perfetti. In ogni caso il film di Malik non eccede nella violenza e alla fine induce ad alcuni interessanti ragionamenti.

giovedì 6 agosto 2015

Fumetti che consiglio 4

In questi giorni fa un caldo bestiale... e beati molti di voi, che sono al mare a rinfrescarsi... ma a me il mare non piace molto, che volete farci... comunque sia, che siate sotto l'ombrellone o a casa, e vi annoiate lo stesso, vi consiglio un paio di fumetti per l'estate! Gli arretrati qui, qui e qui


Lo sconosciuto


Molto prima di dedicarsi al famoso Texone che lo ha impegnato per sette lunghi anni, mastro Magnus ci ha regalato uno dei suoi personaggi più importanti. Unknow (senza la "n" finale), è un apolide tuttofare: bodyguard, cameriere, autista, corriere, capace di dimostrare doti combattive fuori dal comune, addestrato chissà dove e chissà quando. Il suo passato lo ha reso cinico e disilluso, ma non indifferente alla realtà che lo circonda, che racconta sempre con sarcasmo e rammarico. In giro per il mondo (tra Italia, Africa, Francia), Unknow interagisce cordialmente con chiunque entri in contatto, senza stabilire però forti legami con nessuno. Ma chi è davvero Unknow, lo sconosciuto? Non ci è dato di saperlo, tutti sembrano ricordarsi di lui, ma nessuno sembra conoscerlo davvero. Lo sconosciuto doveva tornare nelle edicole con i disegni di Massimo Rotundo, su testi di Magnus (ormai provato dal lungo lavoro su Tex), ma la scomparsa del maestro ha mandato in frantumi il progetto, relegando lo sconosciuto nell'olimpo degli eroi leggendari del fumetto. Se potete, recuperatelo.  


Gourmet



Dal maestro Jiro Taniguchi, una storia semplice e diretta, quella di un uomo, un impiegato giapponese, che di volta in volta, diviso tra i suoi affari e la vita quotidiana, trova sempre il tempo di fermarsi in qualche ristorante, per poter pranzare. La sua spigliata curiosità lo porta ad analizzare in modo ossessivo tutto ciò che gli viene servito nel piatto, dalle salsette in agrodolce al riso, fino ai fagioli e alla carne, decidendo poi quale sia il modo migliore di amalgamare i sapori e cosa mangiare per primo, dando al lettore una gustosa panoramica sulla cucina giapponese. Ecco, questo è Gourmet... vi è venuta fame?

Ironwood



"La mia piccola saga scopereccia", così l'ha definita l'autore, Bill Willingham, creatore della famosa serie "Fables", che qui si cimenta anche in veste di illustratore. Ambientato in un mondo fantasy-medievale, Ironwood narra le gesta di Dave Dragavon (il cognome dice tutto sulla sua natura: metà drago, metà uomo), un abile mercenario-avventuriero che ha deciso di consacrare la sua vita alle sole due cose che lo attirano: Il sesso sfrenato e il denaro. Inutile dire che troverà in abbondanza più il primo che il secondo, soprattutto quando concederà i suoi servigi alla contrabbandiera Pandora Breedlswigth, la quale lo ha assunto per cercare un potente mago di nome Gnaric. Ovviamente il fumetto è per soli adulti, quindi non mancheranno amplessi tra imponenti orchi e procaci fanciulle, sesso misto tra maschi umani e centaure un po' birichine, ovviamente il tutto senza lasciare assolutamente nulla all'immaginazione. Ma che volete farci, quando il caldo picchia forte, ci si sente sempre un po' "ingrifati"...  

Sangue Reale



Scritto da Alejandro Jodorowsky, e valorizzato dalle magnifiche illustrazioni di Dongzi Liu, "Sangue Reale" narra le tragiche ed epiche avventure del re Alvar: prima spodestato dal cugino, riuscirà a tornare in possesso del suo regno solo dopo molti anni di assenza. Qui s'innamorerà di una ragazza che una strega gli ha fatto credere essere sua figlia: con ella deciderà di lasciare il suo trono, in cerca di una nuova vita sui monti... eppure questo sarà solo l'inizio...
Come ogni altra opera di Jodorowsky, "Sangue Reale" è esagerato narrativamente, violento ed eccessivo, divenendo talvolta talmente surreale da risultare addirittura credibile nei contesti che ci vengono presentati. I disegni sono strabilianti, veri e propri dipinti che vi lasceranno a bocca aperta.
"Sangue Reale" si compone di due stagioni, la prima è interamente dedicata ad Alvar, ed è composta da due volumi, la seconda (che ancora devo leggere), sebbene sia narrativamente collegata con la precedente, presenta nuovi personaggi, e anch'essa è suddivisa in due volumi. In ogni caso, se siete fan di Jodorowsky, recuperatelo, perché non rimarrete delusi.

venerdì 31 luglio 2015

Io e il mondo dei doppiatori

Più passa il tempo, più mi rendo conto che forse avrei potuto (e magari voluto) fare anche altro nella mia piccola vita... persino il muratore, che è indubbiamente una "fatica" più costruttiva e utile... là, immaginatevi che belle pareti tiravo su, con un po' di stucco, un po' di legno e qualche mattone; e sai che fisico che mi usciva, con tutte le vanghe che mi avrebbero fatto trasportare di qua e di là!
Ho tante di quelle passioni, talmente brucianti, che i miei interessi sono sempre messi a dura prova: la mia passione segreta, che ormai per molti non è più così segreta, è il doppiaggio... sì, mi sarebbe piaciuto fare anche il doppiatore! Lo so, la voce nei miei video non è così invitante, con quel tono piatto e un po' inespressivo, ma solitamente non è così: la mia vera voce, quando sono in vena, è decisamente più squillante e in tempi remoti - e anche meno sospetti - ero solito inserire su youtube alcune prove di doppiaggio fatte da me, e non erano male... infatti ricevevo da parecchi canali proposte di collaborazione per doppiare quell'episodio giapponese di non so che cosa, o quel film mai arrivato in Italia... proposte che declinavo molto celermente, anche perché i miei video erano ripresi col cellulare, in quanto non ho mai posseduto (e tutt'ora che scrivo non posseggo) attrezzature professionali per la registrazione della voce... e onestamente quelli che mi contattavano erano davvero dei fenomeni, e sinceramente non mi andava di sfigurare di fronte alla loro bravura.

In ogni caso, e di questo non tutti ne sono a conoscenza, spinto dalla mia passione, ho collaborato per diverso tempo con Antonio Genna, il fondatore del rinomato (e importantissimo a livello nazionale) portale "Il mondo dei doppiatori", aiutandolo proprio nella stesura delle schede del doppiaggio.
Molte pagine del sito di Antonio sono state redatte da me (note comprese), senza contare le correzioni e le aggiunte alle singole schede dei doppiatori e non... vi posto un paio di quelle che ricordo a cui ho collaborato:

Berserk
Baghi
Spriggan
The Amazing Spider-man (videogioco)
Demon City Shinjuku
Assassin's Creed III
Resident Evil 6

E poi ci sono quelle in cui vengo esplicitamente citato:

Crying Freeman
DmC Devil May Cry
Akira

Prima di andare avanti ci tengo ad aprire una parentesi su Akira - dopo anni ci sono finalmente arrivato, frutto di ardue (e talvolta fortuite) ricerche: il dott. Onishi non è assolutamente doppiato dal compianto Valerio Ruggeri, ma da Manlio Guardabassi... per favore, fatelo presente a chi di dovere, grazie - chiusa parentesi.

La mia collaborazione con Antonio, però, non si fermò solo alle schede, ma ci mettemmo d'accordo anche per un totale restyle grafico dei loghi del sito...

Per farla breve, fui io stesso a propormi, facendogli vedere un paio dei miei lavori; fu a quel punto che Antonio decise di commissionarmi quest'incarico, da cui io, per inciso, disposi di non percepire assolutamente nulla: per me fu uno svago e un divertimento e preferii dirgli che la faccenda, per quanto mi riguardava, era completamente gratuita. Ovviamente Antonio ne fu ben felice...
Secondo le sue specifiche, avrei dovuto realizzare dei loghi che differenziassero tutte le aree del sito (o forse fui io a proporre questa idea? Non lo ricordo più, rammento solo che discutemmo tantissimo della cosa). In ogni caso, su sua specifica richiesta, mi fu consigliato di ispirarmi in buona parte allo stile dei loghi originali.

Quelli che sto per mostrarvi qui per la prima volta sono un'anteprima assoluta... nessuno li ha mai visionati prima d'ora, a parte Antonio, ovviamente.



Sebbene non siano mai stati utilizzati, ci tengo a ribadire che questi loghi furono tutti approvati e lo stesso Antonio ne fu entusiasta fin dall'inizio.
A seguire invece un paio di loghi scartati perché furono reputati troppo elaborati, ovvero il logo per la sezione videogames, e una primissima versione della "zona cinema"

Quando gli inviai gli ultimi loghi, cominciammo a sentirci sempre più sporadicamente: io in quel periodo stavo poco bene (come ho sempre ribadito sono un lunatico cronico, affetto da sbalzi depressivi) e poco dopo fui assorbito da altri progetti... nonostante ciò ci ripromettemmo di sentirci presto, appena entrambi avremmo sistemato un paio di cose... inutile dire che non accadde e ognuno andò per la sua strada.
A volte penso ancora che sia un peccato che i loghi da me realizzati non vennero utilizzati, ma dopotutto mi sembra anche giusto: non riuscii a finirli tutti e quindi non avrebbe avuto senso. Chissà, magari quando un giorno sarò più libero, potrei ricontattarlo e terminare finalmente il lavoro... mi piacerebbe!

Ciaoz

P.S. in questi giorni è venuto a mancare il grande Gigi Angelillo... se questo nome non vi dice niente, sappiate invece che molti di voi ci sono cresciuti con le sue corde vocali: era la voce dell'alieno Alf e di Zio Paperone (prima che questi fosse doppiato dal meno aderente  Giorgio Lopez)! Ciao, zione! Mi mancherà la tua voce!

mercoledì 29 luglio 2015

Gli inquilini

La mia testa non ha un affitto tanto caro, infatti ci sono venuti ad abitare alcuni minuscoli esserini: uno di questi si chiama Coscienza.
Coscienza è quello che, lo ammetto, mi piace di meno: è arrogante, saccente, un vero presuntuoso. Si nasconde dietro un'aria di perbenismo, spacciando ipocritamente le sue finte qualità per verità assolute. Coscienza è anche quello più rumoroso, non mi lascia mai dormire, sferza il mio cervello attraverso insicurezze e sentimentalismi non del tutto veritieri.
No, decisamente non mi piace.
L'altro inquilino è Follia che, sebbene a volte sembri presentarmi idee bislacche, prive di qualsivoglia giudizio assennato, diventa invece la mia ancora di salvezza e soprattutto un amico sincero: mi sono reso conto di quanto sia profondo Follia, persuasivo e logico anche nei suoi ragionamenti apparentemente più pericolosi. E forse è per questo che Coscienza lo reputa una minaccia, forse ne è invidioso. Questi due non fanno altro che litigare, e talora le loro discussioni producono anche idee interessanti (se non geniali), ma il più delle volte favoriscono il caos e la confusione... quando hanno smesso di azzuffarsi, per quanto mi sia difficile, da bravo padrone di casa mi tocca sempre rimettere tutto in ordine.
Fortunatamente, però, ho un altro inquilino a darmi una mano, con questi due.
Un terzo incomodo, se vogliamo, in grado di mediare tra i contendenti citati... e pensare che spesso e volentieri ci dimentichiamo di lui, nonostante sia così importante: il Buon Senso...

martedì 14 luglio 2015

Le citazioni dei fumetti

Quanto è sottile la linea che divide il plagio dalla citazione? Questa domanda ricorre spesso nel mondo del fumetto e in effetti ancora non ha una risposta. Molti autori sono stati "beccati" spesso a copiare da questa o quella foto. Nulla di male, dico io, i riferimenti fotografici sono essenziali... non puoi disegnare un phone e farlo passare per una pistola, dove sta il problema, quindi? Il problema è quando si copia in modo selvaggio il disegno di qualcun altro, e non certo per ispirazione. Questa cosa avviene solitamente all'inizio della propria carriera, perché si è acerbi e si vuole imparare, ma ci sono stati professionisti che, spinti forse dall'eccessivo zelo, hanno scopiazzato intere tavole di altri autori: sono lampanti il caso di Ferrario per le cronache del mondo emerso, il quale ricalcò le illustrazioni di Miyazaki e quello di Paolo di Clemente, su Nathan Never con i disegni ricalcati da quelli di Jim Lee, creando bufere e crociate spietate, talvolta capeggiate anche da gente che avrebbe dovuto almeno avere la bontà di restare in un religiosissimo silenzio e recitare un paio di Ave Maria.
Ovviamente questo tipo di operazioni non si limita certo ai soli disegni, quando anche alle sceneggiature... non potrò mai scordare la storia di Napoleone, che era praticamente l'adattamento a fumetti del film "Spider" di Cronenberg (tra l'altro regista citato fino alla nausea, insieme a Coppola, da Chiaverotti in Brendon  "Gloria alla nuova Carne", "L'orrore, l'orrore!").
Per molti, la copiatura, o la citazione (ricordate sempre la sottile linea), avviene anche attraverso una sorta di rielaborazione, presentando talvolta cose più o meno originali.
Molti fumetti che ho letto, e che ho amato, scopiazzavano a mani basse da fonti antecedenti. Ciò si trasforma anche quasi in un gioco tra l'autore e il lettore (un po' come la firma nascosta di Claudio Castellini): il famoso "cerca la citazione"!
Andremo ora ad analizzare alcune di queste "rielaborazioni".

Prendiamo ad esame Berserk, fumetto infinito, che non leggo più da una vita, che però è un calderone di suggestioni che Miura ha buttato nel mezzo senza ragionarci troppo.
L'autore ha attinto a piene mani da film, libri, dipinti, sebbene poi nelle saghe successive ci sia entrato anche One Piece e il signore degli anelli... quando uno è alla frutta (ma cazzo, possibile che se lo finisci, non hai idee per un altro manga?)...

Il guerriero Guts, completamente vestito di nero (e mantello foderato di rosso), che ritorna in città, in cerca di vendetta, con tanto di spadone e balestra a ripetizione, seguito da un petulante compagno di viaggio (che egli stesso ha salvato da un'aggressione) ha echi lontani nel personaggio di Etienne Navarre, protagonista del Lady Hawke di Richard Donner e interpretato da Rutger Hauer.


Esattamente come Navarre, Guts ha una maledizione che si sviluppa al calar delle tenebre (uno viene tramutato in un lupo, l'altro perseguitato dagli spiriti) ed entrambi i protagonisti combattono per poter riabbracciare la propria amata. Ricordate inoltre, che nel film, i personaggi attendono con impazienza un'eclissi solare, perché durante l'eclissi sarebbe avvenuto qualcosa di "magico"? E in Berserk, quale fenomeno astronomico congiunge il mondo degli spiriti con quello dei vivi? Esatto...
In realtà anche l'elmo che Guts porta da ragazzo, nella squadra dei falchi, è una rielaborazione di quello di Navarre.



L'atmosfera che si respira, però, è quella di un medioevo violento e  realistico, e ciò riporta al film "L'amore e il sangue" di Paul Verhoeven. In una sequenza della pellicola c'è un grosso albero degli impiccati praticamente identico a quello dove viene trovato Guts ancora neonato; inoltre ci sono echi di sequenze, come lo stupro della bella di turno, o le torture inflitte al protagonista, che sono riscontrabili anche nell'opera di Miura. Lo stesso Martin (interpretato ancora da Rutger Hauer), con il suo carisma, ricorda un po' la nemesi del guerriero nero, Griffith.
Proprio l'elmo di Griffith, quello a forma di falco, è palesemente ripreso da quello del protagonista del film "Il fantasma del palcoscenico", di Brian De palma



I 5 della mano di Dio, invece, sono ovviamente ispirati ai celebri cenobiti di Hellraiser.





Il design è sputato, con tutte quelle armature gommose e tutine attillate in lattice, che farebbero la felicità di un qualunque appassionato fetish.

Boid, il capo, ad esempio, è...



Urbick è preso dal cenobita "Butterball"



Anche la maniera per evocarli è molto simile a quella di Hellraiser: il behelith, ha le stesse funzioni del cubo del film, ovvero, tramite una determinata combinazione, aprire una porta su un'altra dimensione, dalla quale fuoriescono demoni che in un caso possono donarti molto potere, nell'altro tanta sofferenza...




Chiudendo Berserk, passiamo al manga che è riuscito a costruire tutto il suo background visivo attraverso una serie di film ormai leggendari: mi sto ovviamente riferendo ad "Hokuto No Ken", il quale deve ringraziare tantissimo Mad Max... se il post atomico è pieno di culturisti con la cresta, il merito è in realtà suo. Lo stesso Ken indossa un vestito identico a quello di Max Rockatansky


Molti banditi sono praticamente ripresi dal barbaro Wez, che ha effettivamente ispirato almeno due dei nemici di Ken: Zeta e il fante di Spade.


Jaggy, il fratello di Ken, sembra ispirato invece a Lord Humungus, sebbene Hara avesse affermato in più occasioni come la maschera fosse un omaggio a Darth Vader di Star Wars... mah... se ne è convinto lui...





Max ha chiaramente ispirato anche il mondo del bonellide Brendon di Claudio Chiaverotti... e non solo quello: date un'occhiata al fucile a canne mozze del protagonista (che ancora non capisco perché l'autore si ostini a chiamare pistola... boh)



Ma c'è anche un altro fumetto di Hara, che ha attinto dalla cinematografia americana di fantascienza; si tratta di Cyber Blue, manga in questo caso palesemente ispirato a due film di Paul Verhoeven: "Robocop" e "Atto di forza" (a quanto pare Verhoeven va forte in Giappone).



La storia è ambientata su di un pianeta alieno, colonizzato però da esseri umani, fuggiti dalla terra per non ricordo più quale motivo: l'atmosfera è inquinata e non permette ai nativi di sopravvivere e respirare adeguatamente, senza contare l'aumento smisurato della delinquenza. Molti coloni bramano di poter tornare sulla terra, ma il biglietto per uno shuttle è troppo costoso e fuori dalla portata dei più poveri. Fra questi c'è Blue, un diciassettenne che verrà eliminato da una banda di criminali capeggiata da un sergente corrotto della polizia. Il modo in cui Blue viene ucciso è praticamente identico a quello in cui perde la vita Murphy in Robocop... gli salta via persino il braccio.



Destino vuole che un robot, Fatsie, praticamente identico a R2 di Star Wars, riporti in vita il ragazzo, trasformandolo in un cyborg... da qui, il giovane andrà in cerca dei suoi aguzzini, diviso a metà tra due nature, quella umana e quella cibernetica. 

La storia prosegue mostrando temi tanto cari ad Hara, come l'amicizia lacrimosa (ma pur sempre virile) tra i protagonisti e villain tagliati con l'accetta.

Credo di poter chiudere la parentesi mangofila e passare agli albi francesi, dato che nel campo delle citazioni, il mio preferito rimane Giuseppe Ricciardi; Peppe ne ha fatto un'arte, e soprattutto un gioco: infatti quando gli chiesi se gli veniva richiesto esplicitamente di ricalcare un determinato modello per rappresentare un luogo o un personaggio, lui mi rispose negativamente, aggiungendo che si divertiva un casino a farlo, perché i videogiochi e i film alimentavano la sua creatività, spingendolo, in questo modo, a poter giocare con il lettore. Un gioco, che però, non piacque molto ad alcuni critici francesi, quando uscì il primo volume di Tenebre, dato che storsero un po' il naso davanti a quelle citazioni, definendole una mera copia.
Ricordo cosa mi disse Giuseppe al riguardo: “I francesi su questa cosa mi hanno criticato molto, ma poi i disegni gli son piaciuti lo stesso e mi hanno dato pure un premio come miglior artista esordiente... peccato che io faccia questo mestiere già da almeno 10 anni!”

Ma vediamole le citazioni grafiche di Tenebre (che ricordo potete trovare editato dalla Mondadori):

Abbiamo l'angelo della morte di Hellboy



Cosa c'è lì all'orizzonte?



Acri di Assassin's Creed



Heath Ledger



E Godzilla



In verità si potrebbe continuare all'infinito e non solo su Tenebre:

Ad esempio Nicholas D. Wolfwood di "Trigun" sta al Django di Corbucci (la croce piena di armi rimanda un po' alla bara con la mitragliatrice), come "Il re leone" della Disney sta al Kimba di Tezuka (anche se loro dicono di no... ma chi ci crede...); curiosità: lo stesso Tezuka ha, a più riprese, affermato di essersi ispirato ai classici disneyani per il suo stile... vedete, tutto torna!

Gli autori si copiano tra di loro dall'alba dei tempi, è un dato di fatto: persino Caravaggio copiò la mano della "Genesi" di Michelangelo Buonarroti nel suo dipinto "Vocazione di San Matteo". Viviamo gli uni negli altri e viceversa, intimamente legati, così da stimolarci a vicenda. Forse a volte ci perdiamo, altre ci ritroviamo. Uhm... sto ancora cercando di capire se è una buona o cattiva cosa. Il lato positivo, però, è che così, le opere non muoiono mai davvero, e questo è bello.