lunedì 1 dicembre 2014

Film che consiglio 4

Qualche sera fa stavo provando a vedermi Box Office... ho dovuto cambiare, non era cosa per me. Se Ezio Greggio avesse limitato un paio di "battute" (si fa per dire a chiamarle così), forse il film avrebbe anche potuto essere divertente e avere il suo perché. Mentre invece, adesso, se mi chiedete di Box Office, io vi rispondo: "Perché"?
So che non ci sarebbe neanche da parlarne di un filmaccio come questo (niente di peggio di una pellicola che dovrebbe far ridere, ma che invece non riesce a perseguire il suo scopo), ma ho ancora i brividi da allora... cerco di espiare e di spurgare!

Detto ciò, passo ai film interessanti che potrebbero esservi sfuggiti (e anche no). Intanto vi rimando ai vecchi consigli degli acquisti, quiqui e qui



Maniac (2012)


Lo dicevo che Elijah Wood mette paura, con quei grossi occhioni inquietanti. Il regista Khalfoun deve essersene accorto e lo ha scritturato per il remake del film omonimo degli anni 80. Il nostro Frodo, qui, interpreta Frank, un timido restauratore di manichini. Frank, però, conduce una doppia vita: minuzioso lavoratore di giorno, spietato serial killer di notte, che uccide e scalpa giovani donne con perizia chirurgica. Lo scalpo viene poi posto sui manichini che lui tiene in una sala segreta nel suo magazzino. Nella sua psiche malata (quasi quanto la mia), i manichini prendono sembianze e vita delle ragazze uccise, proprio grazie agli scalpi. Ma le cose per lui stanno per cambiare, anche se, dal tunnel della follia, non si può uscire. Il film si distingue per essere girato interamente in prima persona, e quindi secondo il punto di vista dell'assassino. Sebbene non sia la prima volta che un film sia diretto in questo modo (ricordo una pellicola francese di almeno quindici anni fa, girata non solo tutta in pp, ma anche attraverso lo schermo di un computer... molto profetico), tale stratagemma riesce a farti entrare nella testa di un sociopatico che, a conti fatti, "soffre" molto più di una persona "sana". Insomma, da recuperare.  

Kyashan - La Rinascita


Molto prima che Nolan ci ammorbasse con la sua "grande" trilogia di Batman, già un altro regista aveva fatto un film ispirato ad un supereroe (se tale può essere definito), ponendolo in tematiche adulte e filosofiche: tratto dalla famosa serie anime della Tatsunoko, "Kyashan - La rinascita" è un film a tratti lento, ma che dà numerosi spunti di riflessione sulla vita e sulla morte, e sul rapporto con gli altri. Probabilmente nel finale, il film, diventa eccessivamente moralistico, ma funziona ugualmente. La colonna sonora è ispirata, la fotografia è spettacolare, gli effetti speciali funzionano e le scene di battaglia (molto poche, per la verità), con Kyashan che fracassa i robot come nell'anime, sono belle a vedersi. Un piccolo capolavoro passato inosservato alla sua uscita (sia in Giappone che in Italia), ma che merita sicuramente una visione.  


La casa chiusa (The seasoning house)



Basato su fatti avvenuti durante la guerra dei Balcani, negli anni 90, la pellicola è interamente ambientata all'interno di una casa chiusa (uhm... strano, dal titolo non lo avrei detto), dove molte ragazze, vengono rapite dai loro villaggi, e costrette a prostituirsi a soldati e buontemponi. Forse prostituirsi non è la parola adatta, dato che le giovani vengono picchiate, drogate e stuprate con estrema ferocia. La protagonista è Angel, ragazza muta dagli occhioni dolci e espressivi che, arrivata allo stremo, cercherà di fuggire da quell'orrore, che ancora oggi perdura in molte parti del globo. Da vedere.

Il Monaco



No... non è un film ispirato al mio personaggio... anche se mi piacerebbe. In realtà è ispirato al noto romanzo gotico di Matthew Gregory Lewis. Recentemente ne è stato tratto un film con Vicent Cassel, che però non regge il confronto con questo. Supervisionato da Luis Buñuel, per la regia di Ado Kyrou, vede il nostro Franco Nero, nelle vesti del celebre Ambrosio, monaco integerrimo, che finirà ben presto per vendere l'anima al diavolo pur di abbandonarsi ai piaceri della carne. Il film presenta personaggi inquietanti e spietati, radicati ai vertici della società (come il nobiluomo che divora bambine, dopo averle accolte nella sua abitazione con la scusa di istruirle) ma tratteggiati con una spiccata vena ironica. Il finale del libro è stato cambiato, ma mai come in questo caso, risulta migliore quello cinematografico, che incrementa il nichilismo generale e getta una luce fosca sul nostro futuro.  

La città delle bestie incantatrici


Un film d'animazione che è ormai un cult. Diretto da Yoshiaki Kawajiri (uno dei maestri indiscussi dell'animazione giapponese), il film è citato un po' ovunque, da Nathan Never alle pellicole dei Wachowski. Estremamente violento (la dicitura parla chiaro: V.M. 18), inutile che vi dica di cosa parli: guardatelo! Sotto la battaglia tra demoni e uomini, e le lunghe sequenze di stupro e di sesso, c'è molto di più.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto   


Appena promosso a capo della omicidi, un anonimo dirigente, uccide la sua amante. Si troverà ad indagare sul suo stesso omicidio, senza preoccuparsi minimamente di sviare le indagini: il suo è un delirio di onnipotenza dovuto alla sua alta carica, o è un essere umano in cerca di redenzione? Premio Oscar al miglio film straniero nel 71, girato e scritto da Dio (si fa per dire ovviamente... il regista era Elio Petri), e con un Gian Maria Volontè in stato di grazia (ma quando lui non lo è mai stato?), cazzo, se non l'avete mai visto, ma che state aspettando? 

E con questo capolavoro vi lascio, alla prossima!

Ciaoz!


domenica 30 novembre 2014

Il Monaco 2 - parte 2

Eccomi qui. Sono contento, finalmente ho terminato la storia e mi sento un peso in meno sul groppone. Vi posto quindi le ultime tavole. Scusate il ritardo, ma è stata ostica, un po' gli impegni, un po' la difficoltà che ho nel disegnare. E poi, se non pubblicavo, chissà quanti altri cambiamenti avrei apportato alle tavole! Riguardandole, ci sono parecchie cose che non mi quadrano (e alcune, a chi ha un occhio allenato, saltano subito!), ma per il momento va bene così, magari le rivedrò più in là, quando ne avrò voglia. Ho bisogno di una vacanza mentale e quindi cercherò di rilassarmi adesso, per quanto mi è possibile. Insomma... mi prenderò il tempo per vivere. Magari mi do all'ippica... no, aspetta, questo già lo faccio da una vita. Comunque a breve monto il tutto nel solito video, e preparatevi anche per un back-stage, in cui spiego come sono arrivato alle tavole finali. Spero che apprezziate la storia, dato che è molto semplice. Il finale credo sia "giusto", seppur scontato. 

Vi rimando poi alle prime tavole qui 

Prima di lasciarvi, un sentito ringraziamento a chi mi segue; e ora buona lettura. 










Fine...

sabato 15 novembre 2014

Il Monaco 2 - parte 1

Ho preso una decisione: vi posto le prime tavole di questa storia a cui sto lavorando. Ci sto mettendo parecchio a finirla, e siccome le prime tavole sono pronte, allora ve le faccio vedere. A breve vi posterò le ultime, che sono in fase di finitura; purtroppo torno spesso sulle pagine e cambio questo o quel dettaglio, e questo mi porta via molto tempo (e tanta sanità mentale), e di questo passo voi finireste per non vederle mai, e io probabilmente non le porterei mai a termine, quindi mi costringo a "finirla". La storia ha una struttura molto semplice... ma dopotutto io sono sempre stato per la semplicità e per un'impostazione piuttosto lineare. Spero vi piaccia.














Continua...

venerdì 14 novembre 2014

Film che consiglio 3

Hola, gente. Finalmente ce l'ho fatta: sono riuscito a vedere il famigerato film di "Dracula Untold"... e mi è piaciuto! Cazzo, sì! Mi è piaciuto! Il film ha parecchie imprecisioni storiche (viene detto che Vlad era principe della Transilvania, ma in realtà lo era della Valacchia), e ovviamente il Dracula presentato non è certo lo stratega sanguinario di cui ci hanno parlato i libri, però a suo modo funziona. Visivamente la pellicola è uno spettacolo e non mi riferisco solo agli effetti speciali: le armature sono belle (hanno davvero un design fantastico!) e ricche di dettagli, così come i costumi, e sono affascinanti i luoghi in cui è stato girato. Altro punto a favore: il film dura "appena" 90 minuti (e non gli interminabili 140 o 160), e vi dirò, se fosse durato dieci minuti in più non avrebbe guastato, perché magari si sarebbero caratterizzati maggiormente alcuni eventi della storia (che comunque funziona abbastanza bene). Il film è per certi versi un po' frettoloso, perché soffre anche lui della solita "sindrome da episodio pilota", pur rimanendo ben strutturato e privo di pretese. Gli attori sono tutti molto bravi e funzionali al ruolo. Insomma, recuperatelo, che ne vale la pena.

E ora veniamo a noi, vi consiglio un po' di film che potreste voler vedere a tempo perso (nei link gli altri film che già consigliai, qualora qualcuno non li abbia visti).

Film che consiglio 1

Film che consiglio 2


Aftershock

Il "solito" film presentato da Eli Roth, qui anche in veste di attore.
La pellicola è diretta da Nicolás López ed è basato sui catastrofici eventi che ebbero realmente luogo in Cile nel 2010, a causa di un terrificante terremoto. I protagonisti sono un gruppo di amici (tra cui Roth) in vacanza sulla costa di Valparaiso, i quali si troveranno, purtroppo, ad affrontare la terribile calamità... in salsa horror, però. Sì, perché è violento come uno splatter-movie e disturbante solo come la realtà sa essere! Il film è strutturato in due parti: nella prima (in cui praticamente non succede niente) ci si affeziona ai personaggi e ci si diverte insieme a loro, mentre nella seconda diamo il benvenuto alla brutalità di cui solo l'uomo è capace. Il tutto funziona alla grande, almeno fino ai dieci minuti che precedono il finale vero e proprio... quelli non riesco a farmeli andare giù, sono un po' forzati, ma per il resto si lascia seguire senza problemi. Provatelo!

Basket Case


Basket Case è un film a basso budget. Ha una trama particolare: parla di due fratelli in cerca di vendetta... solo che uno porta l'altro in un cesto di vimini... e sì, perché quello nel cesto è un essere mostruoso e deforme! Il bello è che il film non è un trash! Le idee riescono ad ovviare alla mancanza di fondi e il tutto è gestito in modo decente e credibile. Che altro si può chiedere?


Sword of the Stranger


Per me questo anime è un capolavoro, e merita di essere visto, soprattutto se siete fan dell'azione più sfrenata e dei buoni sentimenti: nel Giappone feudale, un bambino di nome Kotaro si ritrova a sfuggire ai diabolici soldati della dinastia Ming, che vogliono utilizzarlo per uno oscuro rito. Sulla sua strada, però, Kotaro incontra il ronin "Senza Nome", il quale si rivelerà, ben presto, uno spadaccino dotato di incredibile perizia. Il ronin, intenerito dal giovane, deciderà di aiutarlo a raggiungere un posto sicuro, difendendolo dai Ming, tra i quali spicca il perfido Luo-Lang, che nulla ha da invidiare a Senza Nome, in quanto ad abilità combattiva.


Il giardino delle parole


Un altro film di animazione. In questo caso si tratta di una storia estremamente dolce e delicata. Un giorno, per ripararsi dalla pioggia, un giovane studente si rifugia presso un giardino. Lì s'imbatte in una donna molto più grande di lui. I due parlano, si studiano, si piacciono. Da lì, quasi casualmente, arriveranno a darsi appuntamento sempre nei giorni di pioggia, presso lo stesso giardino. L'uno sarà la salvezza dell'altra, e viceversa.


Il principe ladro


Sì... questo è un film vecchissimo! Sì, quello è Tony Curtis... che fa il persiano, sì... ed è un film anche abbastanza ingenuo (ehi, è del 51!), ma è una pellicola come oggi non se ne fanno più, in una parola: MAGICA! Se vi piacciono gli intrighi di corte (con tanto di Visir malvagio), le ambientazioni esotiche, ladri ironici e carismatici e incredibili storie d'amore, allora questo film fa per voi!

Il castello di Cagliostro


Se amate Miyazaki e siete fan di Lupin III, allora questo film fa per voi! Il castello di Cagliostro è semplicemente il più bel film mai dedicato al famoso ladro in giacca e cravatta (e sarà difficile farne uno migliore), e pietra miliare del cinema d'animazione degli anni 70. Se ci mettete che Steven Spielberg annovera questo capolavoro tra i suoi film preferiti, allora capirete la portata di questa pellicola. Se non lo avete mai visto, dovreste davvero recuperarlo, anche solo per vedere Lupin nell'inedita veste di cavaliere pronto a salvare la principessina in pericolo dal castello del perfido stregone, ovvero il Conte di Cagliostro, falsario senza scrupoli! E poi... c'è quell'incredibile sequenza dell'inseguimento con la 500...

Alla prossima


giovedì 13 novembre 2014

Addio a Gaetano Varcasia

Difficilmente io dedico interamente un post alla morte... mi mette sempre un po' a disagio, ma adesso sentivo di doverlo fare. Qualche giorno fa è venuto purtroppo a mancare Gaetano Varcasia.



Ai più questo nome non dirà niente, ma ad appassionati di doppiaggio suonerà molto familiare, in quanto è andato via, a soli 55 anni, uno dei pilatri del doppiaggio italiano: sua è stata la voce di Topolino della Disney, dal 1988 al 1996 (e secondo me anche più adatto al ruolo del suo comunque bravo collega Alessandro Quarta, voce attuale del noto roditore). Sua era anche la voce di Spike Lee in "Fa' la cosa giusta". Prestò la sua voce a Woody Harrelson nel film "Benvenuti a Zombieland" e in "Semi Pro", e anche a David Tennant in "Fright Night". 
Ma è per gli amanti delle serie televisive che la sua scomparsa si farà sentire parecchio: aveva infatti dato voce al simpatico avvocato Saul Goodman di "Breaking Bad" (e che ora si troverà quindi con una voce diversa nell'imminente spin-off) e al nano Tyrion Lannister in "Game of Thrones", interpretato dal bravo Peter Dinklage (essendone a tutti gli effetti un po' la voce "ufficiale", dato che aveva doppiato Dinklage già nel film "Funeral Party"), e aveva sostituito la voce dell'attore anche nel videogame "Destiny", di recente uscita. 
Giusto qualche mese fa avevo visto una sua intervista a Rai 4, a Wonderland, in cui parlava proprio di Destiny, e di come si fosse approcciato al doppiaggio del videogioco. Era incredibile l'entusiasmo che lasciava trasparire e gli elogi che non risparmiava per Peter Dinklage, a cui ormai, si era molto "affezionato". 
Da appassionato di questa grande arte italiana (bistrattata a destra e a sinistra da tanti imbecilli perché "In originale è meglio") quale sono, è un gran dispiacere per me. Mi mancherà la sua voce, che sapeva caratterizzava alla grande personaggi ambigui come Saul e Tyrion, e simpatici e pazzoidi come il Tallahassee di Harrelson. Ciao, Gaetano. E grazie di cuore!     

Per una scheda completa dei suoi lavori (davvero tanti) vi rimando alla pagina del sito del bravo Antonio Genna



martedì 11 novembre 2014

Il Monaco 2 - coming soon

Eh, lo so... avevo detto che il Monaco sarebbe tornato per almeno l'inizio di questo mese. Ma così non è stato. Ma ci siamo quasi, datemi solo un altro po'. Vi posto intanto una tavola bell'e finita, perché il lavoro procede! Che ne pensate? Forza, che lui sta tornando!

lunedì 10 novembre 2014

The Evil Within - (le mie impressioni)

Era il lontano 97. Ero solo un bambinetto. Un amico m'invitò a casa sua, e mi mostrò un gioco per computer, che il fratello aveva comprato da poco. Il gioco si chiamava "Resident Evil", ed era prodotto dalla Capcom, che all'epoca conoscevo solo per i picchiaduro di Street Fighter. Per me era un qualcosa di nuovo, mi sembrò di assistere ad un vero e proprio film horror: i protagonisti erano una squadra di militari (facenti parte del fittizio corpo della S.T.A.R.S.), rinchiusi in una villa piena di zombie. L'obiettivo? SOPRAVVIVERE! Vera impresa, dato che i protagonisti erano abbastanza legnosi e impacciati nei movimenti, le munizioni scarseggiavano (quanto i kit medici) e i mostri presenti erano incredibilmente coriacei (per buttarne per terra solo uno, serviva almeno metà del caricatore). E poi era violento! Quando si entra in contatto col primo zombie, quest'ultimo pasteggia col cadavere del povero malcapitato di turno... poi improvvisamente il mostro vi sente, e si volta a guardarvi col suo occhio spento. Chi di voi non ricorda questa scena? Ormai è un cult... 

Questa qui, per essere precisi

Qualche tempo dopo, stranamente affascinato da quanto avevo visto a casa del mio amico, decisi di acquistare quel gioco per la playstation... mi cacai sotto, e dopo qualche giorno lo cambiai con "Hercules" della Disney...  qualche anno più tardi, però, quando fui più grandicello, feci marcia indietro e comprai addirittura la versione "Director's cut", ovvero quella senza censure, che si distingueva per una violenza maggiore. Infatti, nella prima versione erano state tagliate numerose scene, ritenute fin troppo violente (nonostante il gioco censurato mantenesse comunque una carica gore piuttosto alta): per farvi un esempio, al primo incontro con lo zombie, questi non si limita solo a divorare il tizio, ma gli stacca anche di netto la testa, facendola cadere poi sul pavimento, in una pozza di sangue. 

La scena incriminata
A capo del progetto c'era Shinji Mikami, che supervisionerà anche il secondo (diretto però da Hideki Kamiya, il quale raggiungerà la notorietà con "Devil May Cry"), e continuerà a curare la saga fino al quarto, meraviglioso capitolo (introducendo in quest'ultimo anche innovative meccaniche di gioco, inedite fino ad allora). Mikami, poi, lasciò la Capcom, e per parecchi anni disertò il mondo degli horror, dedicandosi a giochi d'azione (God Hand) e di fantascienza (Vanquish). Il suo esilio, però, è terminato giusto qualche settimana fa, quando la sua ultima fatica "The Evil Within" (conosciuto in Giappone come Psycho Break), è finalmente arrivato sugli scaffali di tutto il mondo. 






Dopo averlo giocato a fondo (ed averlo finalmente completato), posso dire la mia...purtroppo non mi è piaciuto granché (lo so, comincio a stufarmi anche io... non mi piace più niente, cazzo!). 
Ma andiamo con ordine: nella fittizia cittadina di Krymson City, battuta da una pioggia torrenziale, sta accadendo qualcosa di molto strano. Sebastian Castellanos, di professione detective, viene chiamato ad indagare, insieme a due suoi colleghi, gli agenti Joseph e Kidman, su una serie di efferati delitti avvenuti in un ospedale psichiatrico. Improvvisamente, dopo la comparsa di una misteriosa figura coperta da un cappuccio (che risponde al nome di Ruvik), si ritrova catapultato in un mondo pervaso da pura follia e abitato da esseri mostruosi (per lo più purulenti zombie).

Sebastian sul luogo del delitto...
Il problema principale di "The Evil Within", è proprio la trama... infatti le poche righe scritte sopra, sono le uniche cose che vi sarà dato di sapere per almeno i primi dieci capitoli (e ragionate sul fatto che i capitoli sono 15 in totale... e l'ultimo è dedicato interamente al boss...). Di conseguenza vi troverete sballottati di qua e di là, senza alcuna spiegazione logica, con personaggi ai quali è difficile affezionarsi (compreso il protagonista), e dove, paradossalmente, l'unico veramente riuscito (nonostante non disponga di chissà quale caratterizzazione) è il "pazzo" Leslie, il giovane a cui sembra ruotare attorno tutta la vicenda: sono sicuro che il suo "Sono impazziti tutti!", diventerà ben presto un meme. 
Il secondo problema è che tutto sa di già visto, con rimandi a quel gioco o a quel film (tra cui anche "Matrix" e "Inception"). Infatti, se volessi spiegarvi le meccaniche di gioco, l'unico modo in cui potrei farlo è questo: prendete le sequenze stealth di "The Last of Us" e buttatele in un frullatore, al ché aggiungeteci anche la difficoltà del primo e il sistema di puntamento del quarto capitolo di Resident Evil, e annettete anche un bel po' di mostri e ambientazioni provenienti da Silent Hill: frullate il tutto, e quello che vi uscirà è proprio il gioco che sto recensendo adesso. 

No, non è un nuovo capitolo del famoso gioco Konami
Il terzo problema è...  che non fa paura (nonostante Mikami si fregiasse di quanto il suo titolo "facesse cagare sotto le persone"... parole sue). Concordo sul fatto che, soprattutto nelle prime fasi, venga tenuta alta la tensione del giocatore (anche perché all'inizio si è disarmati e inseguiti da un energumeno armato di motosega), ma finisce lì. Sarà anche vero che a me ormai spaventa di più leggere dello "stupro di Nanchino", o delle torture che avvenivano nei lager tedeschi, ma alla fine, ci si rende comunque conto che The Evil Within si riduce solo ad un grande e grosso Luna Park del terrore, problema che, riflettendoci, affliggeva anche i primi capitoli della saga di Resident Evil. The Evil Within (palese ormai il riferimento di titolo con quello del precedente lavoro di Mikami) è l'amico scemo che ti fa "Buh!", saltando fuori dall'armadio, è il bulletto che ti rompe le scatole a scuola o al lavoro, ma non ti mette mai davvero a disagio e non ti lascia nulla una volta spenta la consolle, perché la paura che cerca di regalare così generosamente non è genuina: semplicemente non è vera, è un gioco troppo "meccanico" per poter spaventare seriamente. E la difficoltà elevata gioca un ruolo fondamentale nella mia valutazione: spesso è davvero eccessiva, e il morire in continuazione costringe il giocatore a muoversi a tentoni per superare una determinata area (o un determinato boss), e i tanti tentativi smorzano la tensione, dato che la morte, talvolta, è l'unica soluzione logica per capire come proseguire l'avventura. Inoltre, sebbene all'inizio i nemici si rivelino sin troppo forti per il giocatore, con l'andare del tempo, e il ritrovamento di nuove armi e nuove abilità (che posso essere acquistate tramite il rilascio da parte degli avversari uccisi di una melma verde), Sebastian diverrà una specie di Rambo, riducendo il tutto ad un comune sparatutto.
Volendo spezzare una lancia in suo favore, possiamo accennare al fatto che è violentissimo, con scene che oltrepassano il limite consentito dello splatter. Sì, forse è al momento uno dei giochi più violenti mai prodotti (nemmeno Dead Space arrivava a tanto).
Le morti del protagonista (che avverranno nei modi più disparati) sono grottesche e rivoltanti e vedranno Sebastian venire:
1) Cannibalizzato
2) Decapitato
3) Smembrato
4) Sbudellato
5) Sgozzato
6) Schiacciato
7) Impalato
8) Arso vivo

9) Disciolto nell'acido
10) Beh... Chi più ne ha, più ne metta
L'elenco appena stilato non lesinerà nemmeno sui particolari scabrosi, con tanto di sangue e budella che fuoriescono ad ogni uccisione (nemici compresi). Insomma, il gioco è davvero per stomaci forti, anche se, a lungo andare, ci si fa l'abitudine. 
Il comparto grafico è buono. Rallentamenti io non ne ho trovati. I personaggi sono realizzati in maniera molto dettagliata. Gli ambienti sono davvero belli a vedersi, ed è un piacere esplorarli. Le luci dinamiche funzionano a dovere, come è pregevole anche il comparto sonoro; in inglese i protagonisti sono doppiati da attori e celebrità: Kidman ha la voce di Jennifer Carpenter, e il malvagio Ruvik è doppiato da Jackie Earle Haley. Molto buono anche il doppiaggio italiano, realizzato da professionisti del settore (per chi ha buon orecchio sono riconoscibili le voci di Ruggero Andreozzi per il protagonista, coadiuvato da Federico Zanandrea su Joseph, Stefano Pozzi su Leslie, e Marco Balbi per il dottor Jimenez).
Inoltre vanno segnalate per gli appassionati un paio di citazioni inserite dal buon Mikami, come l'incontro con il primo zombie, che è in tutto e per tutto simile a quello del primo RE (con tanto di testa che rotola e di mostro che si volta, guardandovi), o la magione vittoriana a due piani, che richiama molto Villa Spencer.




Tirando un po' di somme, The Evil Within è sostanzialmente un prodotto in ritardo sul percorso di marcia: se fosse uscito un paio di anni fa (ma anche tre), disponendo di una trama curata maggiormente, sarebbe stato un capolavoro. Oggi è solo una commistione di cose viste e riviste, ma comunque ben amalgamate. Rimane un prodotto pregevole e, indubbiamente, da provare assolutamente, soprattutto se siete fan di Shinji Mikami.

Prima di lasciarvi, vi posto il trailer in italiano del gioco, qualora non lo abbiate ancora visto

Ciaoz